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Il caro energia continua a pesare come un macigno sulle imprese italiane, in particolare su quelle del terziario. Nel 2025 il costo dell’elettricità per le aziende è aumentato del 28,8% rispetto al 2019, mentre quello del gas ha registrato un’impennata del 70,4%. A certificarlo è il rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio Energia, che fotografa una situazione sempre più critica per negozi, ristoranti e strutture ricettive.

Secondo i dati, la spesa mensile per luce e gas supera ormai i 2.000 euro per ristoranti e negozi alimentari, arrivando a livelli ben più elevati per alberghi e grandi esercizi commerciali. Nell’ultima parte del 2025, un hotel di medie dimensioni ha sostenuto costi superiori ai 9.000 euro al mese, mentre i grandi negozi hanno superato i 5.900 euro. Anche bar e piccoli esercizi, pur con cifre inferiori, continuano a subire rincari significativi.

Un quadro che allarma le associazioni di categoria e il mondo industriale. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha definito il costo dell’energia in Italia tra i più alti al mondo, sollecitando un intervento rapido del governo. Il decreto energia, annunciato da mesi, è in fase avanzata ma ancora incompleto, soprattutto per quanto riguarda le misure di sostegno alle piccole e medie imprese.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato che il provvedimento è quasi definito, ma richiede il coinvolgimento di più ministeri. Il nodo principale resta la copertura finanziaria: le risorse pubbliche scarseggiano e le ipotesi allo studio, come la rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili o la cartolarizzazione degli oneri di sistema, sono state giudicate troppo costose o rischiose dal Ministero dell’Economia.

Confcommercio sottolinea come il peso delle bollette non dipenda solo dal costo dell’energia in sé, che rappresenta circa il 60% del totale, ma anche dagli oneri generali di sistema, tornati a incidere per quasi il 20% dopo la fine delle misure emergenziali. Per questo l’associazione chiede interventi normativi strutturali e politiche di sostegno mirate alle pmi.

Sul fronte politico, il Movimento 5 Stelle accusa il governo di aver ignorato l’allarme sul caro energia, nonostante le proposte avanzate negli ultimi mesi. Intanto, il confronto con altri Paesi europei evidenzia ulteriormente il problema: tra il 2019 e il 2025 il prezzo dell’elettricità in Italia è cresciuto del 122%, contro il 64% della Francia e il 36% della Spagna.

Un divario che, secondo Confcommercio, rappresenta un freno alla competitività delle imprese italiane e mette a rischio la tenuta di interi settori dell’economia.