Lunga audizione davanti ai magistrati per Maria Rosaria Boccia, imprenditrice indagata nell’inchiesta scaturita dall’esposto presentato dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Dopo mesi di indagini, i pm di Roma hanno riqualificato alcune accuse, sostituendo il reato di violenza o minacce a corpo politico con stalking. Restano invece le imputazioni per lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum.
Boccia è stata interrogata per oltre quattro ore, senza rilasciare dichiarazioni all’uscita dal tribunale. Il suo avvocato ha confermato che l’imprenditrice ha risposto a tutte le domande. Tra i temi trattati, anche l’episodio della ferita alla testa riportata da Sangiuliano, che la donna ha attribuito a una caduta, negando qualsiasi aggressione.
L’indagine è partita dopo il mancato incarico di Boccia come consigliera al Ministero della Cultura, un caso che ha travolto anche Sangiuliano, ora sotto inchiesta per peculato e rivelazione di segreto d’ufficio. L’ex ministro ha fornito agli inquirenti una dettagliata ricostruzione del rapporto con l’imprenditrice, conosciuta nel maggio 2024, allegando documenti e post social.
L’accusa di stalking si basa sulla pubblicazione senza consenso di foto private e sulla divulgazione, sui media e sui social, di informazioni riservate riguardanti il ministero, con continui riferimenti a possibili rivelazioni compromettenti. Inoltre, secondo i pm, Boccia avrebbe minacciato Sangiuliano per ottenere un incarico di consulenza ai Grandi Eventi.
Infine, resta l’accusa di lesioni aggravate per l’episodio avvenuto a Sanremo nella notte tra il 16 e il 17 luglio, quando la donna avrebbe ferito l’ex ministro alla testa, evento documentato da una foto pubblicata dallo stesso Sangiuliano. Le indagini proseguono, mentre gli inquirenti attendono ulteriori sviluppi dalle analisi dei dispositivi sequestrati a Boccia.










