Dopo oltre cento giorni trascorsi in una casa famiglia, per i cosiddetti “bimbi del bosco” si apre una nuova fase. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha disposto il trasferimento dei tre bambini in un’altra struttura protetta, lontano dall’attuale collocazione e dalla presenza della madre, ritenuta dagli assistenti sociali una figura “ostile e squalificante”. La decisione segna un passaggio delicato in una vicenda che continua a suscitare polemiche giudiziarie e politiche.
Il trasferimento è stato stabilito con un’ordinanza che definisce il futuro immediato dei minori, anche se al momento non è stata ancora individuata una nuova struttura disponibile ad accoglierli. Gli avvocati della famiglia hanno annunciato ricorso, chiedendo la sospensione del provvedimento e definendolo “irricevibile” e “macroscopicamente errato”.
La vicenda si è trasformata in una vera battaglia legale tra i genitori, i servizi sociali e il tribunale minorile, mentre si cerca una soluzione che garantisca la tutela dei bambini senza interrompere completamente i rapporti con la famiglia.
Il trasferimento non appare semplice. Diverse case famiglia avrebbero rifiutato di accogliere i minori per evitare l’attenzione mediatica che il caso ha attirato negli ultimi mesi. Altre strutture, invece, sarebbero troppo lontane dall’abitazione dei genitori, rendendo difficili gli incontri previsti dalle disposizioni del tribunale.
Nel frattempo i bambini restano nella struttura attuale, dove continuano le visite del padre e i contatti a distanza con la madre, che ha potuto parlare con loro in videochiamata dopo la decisione dei giudici.
Il caso ha provocato anche reazioni nel mondo politico. La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella ha definito il trasferimento una “misura estrema”, sostenendo che sarebbe stato necessario valutare con maggiore attenzione la situazione prima di separare i bambini dai genitori.
Sulla stessa linea si era espressa anche la Garante per l’infanzia, che ha chiesto verifiche più approfondite sulle modalità con cui è stato deciso l’allontanamento.
La decisione del tribunale ha avuto ripercussioni anche all’interno della famiglia. Secondo quanto riferito dai legali, la madre sarebbe sotto forte stress e profondamente scossa dalla prospettiva di perdere il contatto quotidiano con i figli.
Nelle ultime ore il padre ha potuto incontrare i bambini, mentre la madre è rimasta nella casa in cui vive attualmente, assistita dai familiari arrivati dall’estero per sostenerla. La situazione, secondo persone vicine alla coppia, starebbe mettendo a dura prova anche il rapporto tra i genitori, divisi sul modo di affrontare il confronto con i servizi sociali.
Il futuro dei tre minori resta quindi incerto. Il trasferimento deciso dal tribunale non è ancora stato eseguito e potrebbe essere sospeso se il ricorso della difesa venisse accolto.
Nel frattempo il caso continua a dividere opinione pubblica e istituzioni, tra chi sostiene la necessità di proteggere i bambini e chi invece ritiene che le misure adottate siano state troppo drastiche.










