Il Governo respinge, a partire dal vice presidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulé, qualsiasi ipotesi di uno scambio messo in atto tra Stato e Cosa Nostra, che sia collegato all’arresto del padrino di Castelvetrano. “La cattura di Matteo Messina Denaro non è al centro di nessuna trattativa o patto inconfessabile”. In queste ore anche alcuni componenti del Pd hanno chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di “fare chiarezza, a cominciare da annunci che davano il latitante malato e pronto alla resa”. Ma è lo stesso partito di maggioranza Fratelli d’Italia a chiedere, nel corso della capigruppo in Senato, che il titolare del Viminale venga a riferire in Aula anche per sgomberare il campo da qualsiasi illazione.
Sulla norma, che prevede l’impossibilità di accedere a benefici e pene alternative per chi non collabora, nel tempo si sono appuntati dubbi e rilievi, anche in sede europea, ma l’attuale governo intende difenderla. La stessa premier Meloni sostiene che “se oggi non ci sono regimi carcerari meno rigidi è perché il governo ha difeso questo istituto”.