Nel 27% dei centri di salute mentale del Lazio i carabinieri del Nas hanno trovato irregolarità. Brucia ancora tremendamente la ferita della domenica di sangue ad Ardea, dove un mese fa l’ingegnere Andrea Pignani, all’interno del consorzio Colle Romito, impugnata una pistola iniziò a sparare contro le prime persone incontrate fuori dalla sua villetta e uccise il pensionato Salvatore Ranieri e i fratellini David e Daniel Fusinato.

 

Due settimane dopo il dramma a Moriago della Battaglia, in provincia di Treviso, dove la 35enne Elisa Campeol è stata accoltellata a morte senza motivo da Fabrizio Biscaro. Anche quest’ultimo si è scagliato su una persona a caso, massacrando la donna mentre stava prendendo il sole sulle sponde del Piave. Entrambi gli assassini, prima di seminare morte e terrore, erano stati sottoposti a visite psichiatriche, il primo ad una dopo aver minacciato la madre con un coltello e il secondo a una lunga serie, con terapie andate avanti per anni. Abbastanza per far scattare i controlli nei centri di salute mentale pubblici e privati impegnati nella presa in carico, assistenza, riabilitazione, trattamento sanitario e ricovero di pazienti sofferenti di disabilità e disagi mentali e psichici. Ora il bilancio e la scoperta, nel Lazio, di irregolarità in 17 centri sui 63 ispezionati.Ma ci sono state violazioni e denunce anche nelle altre regioni di Italia.

 

A Roma e provincia i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno ispezionato 34 centri, riscontrando 9 violazioni, quelli di Viterbo, tra il viterbese e il reatino, ne hanno controllati 13, accertando 3 irregolarità, e quelli di Latina, tra il territorio pontino e quello di Frosinone, 16, rilevando cinque irregolarità, tra Latina, Cisterna, Minturno, Santi Cosma e Damiano e Ceccano. Nulla di carattere penale. Si tratta di tutte violazioni amministrative, che vanno dall’inidoneità di alcune strutture a carenze igienico-sanitarie o organizzative. Ma comunque il bilancio è grave. Problemi sono infatti emersi in circa il 27% dei centri ispezionati.

In tutta Italia ispezioni sono state 536 e le irregolarità accertate 122, il 22%

A livello nazionale poi le ispezioni sono state 536 e le irregolarità accertate 122, il 22%, una percentuale dunque più bassa rispetto a quella del Lazio, anche se sono spuntati fuori casi più pesanti. Non a caso tra le 141 denunce vi sono state anche quelle di carattere penale. Sono stati scoperti casi di maltrattamento e abbandono di incapaci ad Agrigento e Sassari, un ambulatorio è stato sequestrato in provincia di Avellino perché privo di requisiti e di autorizzazioni e in otto casi sono stati trovati pure farmaci scaduti. “Inadeguatezze strutturali, assistenziali ed organizzative dei servizi alle persone con patologie psichiche”

Considerando quanto accaduto ad Ardea e nel trevigiano appare poi inquietante quanto specificato dallo stesso comando dei Nas relativamente alle stesse violazioni di carattere amministrativo, come quelle riscontrate nel Lazio: “La maggior parte delle irregolarità hanno interessato inadeguatezze strutturali, assistenziali ed organizzative dei servizi dedicati alle persone con patologie psichiche”. Lo stesso comando Carabinieri per la tutela della salute specifica inoltre che, tra tali violazioni, sono state accertate quelle sui livelli di assistenza dovute alla mancanza di piani riabilitativi e di operatori adeguati alle necessità rieducative dei pazienti. Dunque proprio quello che si teme possa aver inciso nelle recenti tragedie.