Giornata di forte tensione al confine tra Marocco e l’exclave spagnola di Ceuta, dove centinaia di migranti hanno risposto agli appelli circolati sui social per tentare un ingresso di massa il 15 agosto, sulla scia di quanto già accaduto alla fine di luglio.
Il temuto assalto, tuttavia, non si è verificato né a Ceuta né a Melilla. Le forze di sicurezza marocchine hanno presidiato in maniera capillare l’area di frontiera, intervenendo contro i gruppi di migranti, in prevalenza provenienti dall’Africa subsahariana, radunatisi sulle alture alle spalle della località costiera di Fnideq.
Nel corso della giornata si sono registrati momenti di tensione e scontri con la polizia, che ha utilizzato anche gas lacrimogeni e cariche per disperdere i gruppi. Non risultano feriti, mentre diverse persone sono state fermate e successivamente allontanate dalla zona.
La situazione è rimasta sotto controllo, ma le autorità spagnole hanno mantenuto alta l’allerta. A Ceuta risultano schierati centinaia di agenti della Polizia nazionale e della Guardia Civil, unità antisommossa, personale specializzato nella gestione delle richieste di protezione internazionale e circa 2mila militari dell’esercito. Sul versante marocchino sarebbero invece presenti circa 5mila agenti.
Nonostante la collaborazione di Rabat nel contenere i tentativi di attraversamento, un nuovo episodio rischia di creare tensioni nei rapporti con Madrid. Le autorità marocchine hanno infatti disposto l’allontanamento dal Paese di alcuni giornalisti spagnoli dell’agenzia Efe e dell’emittente pubblica Tve presenti a Fnideq per seguire gli sviluppi della situazione.
Secondo quanto riferito, ai reporter sarebbe stato intimato di lasciare immediatamente gli alberghi e il territorio marocchino, con la minaccia della confisca degli accrediti e delle attrezzature in caso di mancato rispetto del provvedimento.










