Chico Forti, 65enne trentino, è arrivato al carcere di Verona dove sconterà la sua pena. Dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti per l’omicidio di Dale Pike, è stato trasferito dall’istituto penitenziario di Rebibbia a Roma, dove era stato portato subito dopo l’arrivo a Pratica di Mare.

Appena arrivato a Verona, Forti ha presentato una richiesta urgente per ottenere un permesso di visita a Trento, dove risiede la madre 96enne, Maria Lonar Forti, che non vede dal 2008. Forti ha espresso il desiderio di riabbracciare la madre, dichiarandosi commosso e grato per il supporto ricevuto.

Forti era stato condannato all’ergastolo in Florida nel 2000 per l’omicidio di Pike, avvenuto nel 1998. È tornato in Italia grazie a un accordo raggiunto a marzo tra la premier Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nell’ambito della Convenzione di Strasburgo. Meloni, presente all’arrivo di Forti a Pratica di Mare, ha sottolineato l’importanza del momento e il lungo impegno per il trasferimento.

L’avvocato di Forti, Carlo Della Vedova, ha spiegato che l’aspetto umanitario ha accelerato le procedure di trasferimento, con la Corte d’Appello di Trento che ha recepito la sentenza americana. Forti sarà trasferito nel carcere di Verona, con la speranza di ottenere benefici di buona condotta e, eventualmente, la libertà vigilata al 26° anno di detenzione.

Gianni Forti, zio di Chico, ha espresso gioia e soddisfazione per il ritorno in Italia, ringraziando coloro che hanno mantenuto alta l’attenzione sul caso. Anche il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sottolineato il successo politico e diplomatico del rientro di Forti, risultato di una stretta collaborazione tra le autorità italiane e americane.