VERONA – Il tradizionale digiuno prolungato prima e dopo un intervento chirurgico potrebbe ormai essere superato. Le più recenti evidenze raccolte nell’ambito del protocollo Eras (Enhanced Recovery After Surgery) indicano infatti che una ripresa precoce dell’alimentazione, anche a poche ore dall’intervento, può favorire il recupero e contribuire a ridurre complicanze e tempi di degenza.
I nuovi risultati sono stati presentati al congresso della Perioperative Italian Society, in corso a Verona, e sono stati confermati dall’esperienza dell’Irccs di Negrar, già centro italiano di riferimento e formazione per l’applicazione dei protocolli Eras nella chirurgia bariatrica e colo-rettale.
L’ospedale ha ottenuto nuove certificazioni Eras anche per la chirurgia senologica e toracica. Nel primo ambito sono state registrate complicanze più che dimezzate e una riduzione di un giorno della degenza media, mentre nella chirurgia toracica è stato evidenziato l’azzeramento delle complicanze severe nei percorsi certificati.
Il ruolo dell’alimentazione precoce
Secondo gli specialisti, attendere la comparsa dei tradizionali segnali di ripresa dell’attività intestinale prima di ricominciare a mangiare non sarebbe più necessario. La ripresa precoce dell’alimentazione, infatti, favorirebbe la motilità intestinale e aiuterebbe l’organismo a preservare la massa muscolare durante il recupero post-operatorio.
Il protocollo Eras punta più in generale a ridurre la risposta infiammatoria provocata dall’intervento e a rendere più rapido e sostenibile il percorso di recupero. Tra gli obiettivi rientrano anche la riduzione delle infusioni endovenose prolungate e un minore ricorso a procedure non necessarie.
L’approccio Eras guarda inoltre alla sostenibilità ambientale della chirurgia. Il percorso comprende infatti anche strategie di “anestesia green”, con una riduzione dell’utilizzo dei gas anestetici inalatori quando non indispensabili per ragioni cliniche e una maggiore attenzione al consumo di materiali monouso.
L’obiettivo è quindi costruire un modello chirurgico capace di coniugare sicurezza, recupero più rapido del paziente e maggiore sostenibilità dell’intero percorso assistenziale.










