L’Uoc di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma, inserita nel Dipartimento Cardiovascolare, offre metodiche mininvasive endovascolari più recenti ed avanzate oltre che la tradizionale chirurgia aperta.

di WANDA CHERUBINI-

ROMA – Il dott. Rocco Giudice è il Direttore dell’UOC di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma, inserita nel Dipartimento Cardiovascolare. Si ricorre alla Chirurgia Vascolare quando a un paziente viene riscontrata una patologia che interessa l’apparato circolatorio.  Abbiamo chiesto al dott. Giudice di cosa si occupi nello specifico la Chirurgia Vascolare.

“La Chirurgia Vascolare si occupa dell’inquadramento diagnostico e della terapia chirurgica delle malattie delle arterie e delle vene del nostro organismo.

Sul versante arterioso, le malattie trattate sono quelle a patogenesi dilatativa (aneurisma) e quelle a patogenesi ostruttiva.

L’aneurisma rappresenta la dilatazione di un segmento arterioso con tendenza alla crescita progressiva nel tempo e, in ultimo, alla rottura, con conseguente emorragia spesso fatale. Gli aneurismi più frequenti sono a carico dell’aorta: a seconda del segmento coinvolto, parleremo di aneurismi aortici addominali, toracici e toraco-addominali.

Per quanto riguarda le patologie ostruttive, le malattie di più frequente riscontro sono le stenosi carotidee e le arteriopatie degli arti inferiori.

La stenosi della carotide è causata da una placca ateromasica localizzata al collo a livello del primo tratto della carotide interna. Un paziente portatore di una stenosi carotidea significativa ha un aumentato rischio di avere un ictus cerebrale, sia per un impedimento al flusso ematico destinato al cervello, sia per possibile embolia cerebrale da eventuale frammentazione e distacco del materiale della placca.

Per quanto concerne l’arteriopatia degli arti inferiori, si tratta di lesioni aterosclerotiche steno-ostruttive a livello delle arterie iliache, femorali, poplitee o tibiali che comportano un ridotto apporto di sangue alle estremità. I disturbi accusati dal paziente possono essere di grado diverso e vanno da una sintomatologia tipicamente funzionale (cosiddetta claudicatio intermittens, in cui vi è una limitazione all’autonomia di marcia) a problemi ischemici più gravi, con dolore agli arti inferiori non solo nella marcia ma anche a riposo e con la possibile comparsa di ulcerazioni alle estremità e conseguente rischio di amputazione.

Parlando, infine, delle malattie venose, la sindrome varicosa (dilatazione delle vene degli arti inferiori) rappresenta sicuramente un quadro meno grave rispetto alle arteriopatie prima descritte, ma comporta un significativo costo sociale per la popolazione, considerata l’alta incidenza (15-30%) ed il rischio di invalidità nelle forme più avanzate”.

Come si struttura il reparto all’interno del San Giovanni-Addolorata? Di quanti professionisti è composta la sua equipe? Quanti sono i posti letto?

“L’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata dispone di una Unità Operativa Complessa di Chirurgia Vascolare nata 25 anni fa, che attualmente è inserita nel Dipartimento Cardiovascolare. La mia equipe è composta da 8 Chirurghi Vascolari, oltre al personale infermieristico ed agli operatori socio-sanitari. Il Reparto ha 12 posti letto ordinari, distribuiti tra degenza Long e degenza Week, oltre a 2 posti letto di Day Hospital per il Day Surgery. Vi è una Sala Operatoria dedicata alla Chirurgia Vascolare disponibile per tre sedute elettive a settimana, provvista di apparecchiatura per fluoroscopia/angiografia di ultima generazione utilizzata per le procedure mininvasive endovascolari. E’, inoltre, attivo tutti i giorni un Ambulatorio per la diagnostica vascolare non invasiva con ecocolordoppler”.

 Quali prestazioni erogate? Quanti accessi ci sono in un mese tipo e quali sono le diagnosi?

“La Chirurgia Vascolare del San Giovanni offre alla popolazione il proprio servizio sia in elezione che in urgenza/emergenza H24, essendo inserita in un DEA di II livello con un bacino di utenza superiore al milione di abitanti. Mediamente, nel mese tipo, eseguiamo circa 50 interventi di chirurgia arteriosa maggiore tradizionale o endovascolare in regime elettivo prevalentemente per aneurismi aortici, stenosi della carotide ed arteriopatie croniche degli arti inferiori e 5-10 interventi in urgenza/emergenza, questi ultimi prevalentemente per aneurismi aortici in fase di rottura o per ischemie acute degli arti. Vengono, inoltre, eseguiti circa 20 interventi al mese di confezionamento di fistola per dialisi e di chirurgia venosa delle varici, questi ultimi in regime di Day Surgery. Per quanto riguarda la diagnostica, si eseguono, sempre su base media mensile, circa 400 esami ecocolordoppler nei vari distretti arteriosi e venosi”.

Quali sono le forme di trattamento innovative e complementari che applicate?

“Il nostro gruppo è particolarmente qualificato nel trattamento degli aneurismi aortici toracici, addominali e toracico-addominali, con specifica competenza nelle metodiche mininvasive endovascolari più recenti ed avanzate oltre che nella tradizionale chirurgia aperta. Abbiamo, inoltre, una consolidata esperienza nella chirurgia sia open che mininvasiva endovascolare delle carotidi e delle arterie degli arti inferiori. Negli ultimi anni, infine, stiamo praticando forme di trattamento complementari quali, ad esempio, la terapia con cellule staminali nelle arteriopatie ostruttive di grado avanzato”.

Quanto è importante la formazione del personale e qual è l’attività scientifica del suo gruppo?

“Io e i miei collaboratori partecipiamo costantemente a congressi scientifici in Italia ed all’Estero, dove portiamo il contributo del nostro gruppo e presentiamo i dati della nostra casistica operatoria. Siamo coinvolti in diversi trial clinici nazionali ed internazionali su tecniche chirurgiche innovative e sull’utilizzo di dispositivi medici di ultima generazione, con una continua attività di produzione scientifica sulle riviste internazionali più prestigiose del settore. Sono anche attive convenzioni con Istituzioni Universitarie per la formazione e l’addestramento degli specializzandi in Chirurgia Vascolare presso la nostra Unità Operativa. Ogni mese, infine, è previsto un meeting di Reparto in cui verifichiamo l’aderenza della nostra pratica clinica e chirurgica a quelle che sono le raccomandazioni delle Linee Guida e le evidenze della Letteratura scientifica”.

Che rapporto avete con i vostri pazienti? Quali sono, a suo giudizio i vostri punti di forza?

“Il rapporto con i nostri pazienti è improntato sulla massima dedizione e disponibilità, per una presa in carico “globale” che consenta di guidare l’assistito nel percorso che va dalla diagnosi della malattia alla cura della stessa e che prosegue, successivamente, con i controlli da eseguire nei mesi e negli anni dopo l’intervento, al fine di garantirne il buon esito nel medio e lungo termine. Poniamo particolare attenzione alla corretta informazione del paziente e dei suoi congiunti in merito ai benefici e rischi dei trattamenti proposti, al fine di creare una reale sinergia medico-paziente che sicuramente consente di raggiungere i risultati migliori. Il percorso di ricovero viene limitato allo stretto necessario, eseguendo in preospedalizzazione tutti gli accertamenti preoperatori, facendo entrare in reparto il paziente il giorno stesso del programmato intervento e procedendo con la dimissione generalmente in seconda giornata post-operatoria, in virtù della ridotta invasività di una Chirurgia Vascolare moderna”.