Un passaggio generazionale tra tradizione e innovazione, che metterà al centro le opportunità dell’eno e dell’oleoturismo, declinato anche al femminile, con donne che ricoprono ruoli primari all’interno di questi settori. Saranno alcuni degli argomenti che verranno affrontati nel convegno “Vino Futuro”, che si svolgerà domani, 22 luglio, alle ore 17.00 presso la Fattoria Madonna delle Macchie a Castiglione in Teverina a Viterbo, proprio in occasione dell’anniversario dei 130 anni dall’apertura dell’azienda agricola nel 1913.

Una tavola rotonda che vedrà oltre alla partecipazione del presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, quella di Roberta Garibaldi, esperta di turismo e cultura, docente presso l’Università degli Studi di Bergamo e autrice di numerosi libri e saggi, del direttore generale di Unaprol e della Fondazione Evo School, Nicola Di Noia, insieme a Carlo Hausmann, direttore generale di AgroCamere Roma e di Enrica Cotarella, responsabile immagine e comunicazione dell’azienda vitivinicola Cotarella e naturalmente dei fratelli Belcapo, che gestiscono l’azienda di famiglia Fattoria Madonna delle Macchie. A coordinare i lavori sarà il direttore di Coldiretti Lazio, Sara Paraluppi.

“La ricetta dell’enogastronomia, turismo e cultura – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – resta imbattibile ed è su questo che dobbiamo lavorare per rilanciare il nostro territorio. Il turismo enogastronomico vale oltre 5 miliardi a livello nazionale e rappresenta la motivazione che spinge gli italiani a viaggiare nel 55% dei casi. Dobbiamo tener contro del fatto che il concetto di qualità è salito notevolmente e l’olio è destinato a diventare un elemento attrattivo anche in ambito turistico così come è già avvenuto per il vino”.

Un patrimonio straordinario quello vitivinicolo e oleario del Lazio, che rappresenta un volano per l’economia e una grande opportunità di crescita e sviluppo anche per le attività connesse, che vanno dal turismo allo sport agli aventi culturali. La superficie della nostra regione investita ad olio, infatti, è di oltre 82 mila ettari che danno vita alle quattro Dop dell’olio extravergine d’oliva “Canino”, “Sabina”, “Tuscia” e “Colline Pontine”, alle quali si è aggiunto nel luglio 2021 il riconoscimento IGP dell’Olio Roma, che rafforza il primato mondiale del Made in Italy nella produzione di extravergine di qualità, grazie al maggior numero di denominazioni riconosciute in Europa. Mentre per quanto riguarda il settore vitivinicolo nel Lazio sono presenti 82 vitigni di cui 35 autoctoni e 36 Dop, Igp e Docg.