Granieri: “Intervenire subito per contenere bolletta energetica nelle campagne. A rischio settori chiave come la zootecnia”. Costerà fino a 1200 euro in più a famiglia la spesa annua degli italiani nel 2022. Un aumento dei prezzi che colpisce soprattutto frutta e verdura, latte fresco e carne, mettendo così a rischio l’intera filiera agroalimentare. Tra i settori più a rischio quello della zootecnia, già vessato dalla crisi economica determinata dal Covid e dalle

speculazioni che ne sono derivate. A lanciare l’allarme è Coldiretti Lazio, che secondo un’analisi effettuata su dati Istat, ha registrato a fine dicembre un aumento del 4% in più su base annua, dei prezzi per l’acquisto di beni alimentari. Un crescita che non si arresta. Le previsioni per il 2022 non sono affatto incoraggianti con un’inflazione che potrebbe aumentare del 3,9%.

“Bisogna intervenire subito per contenere la bolletta energetica nelle campagne – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – e garantire continuità nella produzione agricola, che non si è mai fermata neanche durante l’emergenza sanitaria, continuando a garantire prodotti freschi e di qualità sulle nostre tavole anche durante il lockdown. E proprio la pandemia ha reso evidente quanto sia fondamentale l’agricoltura per il nostro Paese”.

Gli agricoltori hanno dovuto anche affrontare un rincaro dei prezzi all’avvio delle operazioni colturali che ha raggiunto il 50% in più per il gasolio necessario per le attività di estirpata, la rollata, la semina e la concimazione. Un richiamo alla responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare, viene fatto dal presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, che invoca “accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle”.

Il caro energia sta innescando un nuovo cortocircuito sul fronte delle materie prime nel settore agricolo nazionale, che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l’Italia, che è fortemente deficitario ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais, fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri. Lo ricorda la Coldiretti in riferimento al record storico raggiunto dai prezzi delle materie prime alimentari a livello mondiale nel 2022 sulla base dell’indice Fao a gennaio che è salito a 135,7 punti, il massimo di sempre.

“Il caro bollette – conclude Granieri – si ripercuote inevitabilmente sui bilanci delle imprese agricole – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – strozzate da aumenti dei costi non compensati da prezzi di vendita adeguati. Molte imprese agricole stanno vendendo sottocosto, anche per effetto di pratiche sleali, che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali”.

L’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto anche i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%).