La tensione tra Russia e Ucraina continua a crescere con notizie di violenze e scontri. L’ammiraglio Viktor Sokolov, comandante della Flotta russa del Mar Nero, è stato ucciso in Crimea, secondo quanto riportato dalle forze ucraine per le operazioni speciali. L’attacco in cui è morto Sokolov è avvenuto venerdì scorso nel quartier generale della Flotta russa, situato nella Crimea occupata. Nel tragico evento, 34 ufficiali sono stati uccisi, compreso l’ammiraglio Sokolov, mentre altri 105 russi sono rimasti feriti.

Il Ministero della Difesa di Kiev ha definito l’attacco notturno della Russia alla città portuale di Odessa, nel sud dell’Ucraina, come un “patetico tentativo di ritorsione” in risposta all’attacco ucraino al quartier generale della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli. L’esercito ucraino ha accusato la Russia di violare il diritto internazionale umanitario, poiché l’attacco ha colpito sia le truppe che le infrastrutture civili, inclusa la fornitura di energia elettrica, lasciando più di mille persone senza luce.

Inoltre, è stato riferito che un primo lotto dei 31 carri armati Abrams di fabbricazione statunitense è giunto in Ucraina, in anticipo rispetto alle previsioni, per essere utilizzato nella controffensiva contro la Russia. Gli Stati Uniti hanno promesso di consegnare in totale 31 carri armati di questo tipo alle forze armate ucraine nei prossimi mesi.

La situazione resta estremamente tesa, con segnalazioni di attacchi e violenze da entrambe le parti. La comunità internazionale rimane preoccupata per lo sviluppo della crisi in Ucraina e monitora da vicino gli sviluppi.