Dopo ben 21 anni il Dna umano non ha più segreti e ciò porterà a fare passi avanti nella medicina personalizzata e nella possibilità di riscrivere lo stesso Dna.  I risultati sono pubblicati in un numero speciale della rivista Science, in sei articoli. Il genetista Giuseppe Novelli dell’università di Roma Tor vergata ha spiegato: “E’ come avere un vocabolario del Dna. Abbiamo dei termini di riferimento che finalmente rendono possibile fare la diagnosi di alcune malattie rare, caratterizzate da sequenze genetiche instabili. Non basta sequenziare il Dna: bisogna saperlo leggere e bisogna interpretarlo. In caso contrario, risulta molto difficile fare la diagnosi malattie dovute a sequenze ripetute, con interruzioni che in passato non si potevano vedere”. A questo importante risultato si è giunto con il lavoro fatto dal consorzio internazionale chiamato Telomere-to-Telomere (T2T). “Se ottenere il sequenziamento del Dna è come mettere insieme un puzzle, il genoma di riferimento è avere l’immagine del puzzle finito sulla scatola: ti aiuta a mettere insieme i pezzi” – ha spiegato uno degli autori della ricerca, l’ingegnere biomedico del National Institute of Standards and Technology (Nist), Justin Zook.  Il nuovo libro del Dna è anche a prova d’errore, visto che i ricercatori hanno utilizzato una sorta di correttore automatico, un programma chiamato Merfin che analizza le sequenze e corregge gli eventuali errori.