L’illegalità nel commercio e nei pubblici esercizi è tornata ai massimi livelli dopo la pandemia di Covid-19, con un costo complessivo stimato di 38,6 miliardi di euro per il 2023. Questa cifra, che comprende usura, estorsioni, rapine, abusivismo e contraffazione, mette a rischio 268.000 posti di lavoro regolari. Un’analisi di Confcommercio, presentata durante l’undicesima edizione dell’evento “Legalità, ci piace”, rivela che un consumatore su quattro ha acquistato un prodotto contraffatto o un servizio illegale.

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato come l’iniziativa miri a sostenere gli imprenditori di fronte a fenomeni che spesso sembrano insormontabili e che coinvolgono ogni aspetto della loro vita. Secondo le stime dell’ufficio studi dell’associazione, l’abusivismo commerciale costa 10,4 miliardi di euro, l’abusivismo nella ristorazione 7,5 miliardi, la contraffazione 4,8 miliardi, il taccheggio 5,2 miliardi e la cyber criminalità 3,8 miliardi. Altri costi, inclusi ferimenti, assicurazioni e spese per protezione, ammontano a 6,9 miliardi.

Il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha ribadito l’importanza della sicurezza per un Paese competitivo, affermando che lo Stato deve rafforzare i presidi di legalità e gli organici delle forze di polizia. Anche il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha evidenziato il ruolo cruciale dell’educazione civica nelle scuole per insegnare il valore dell’iniziativa economica e della proprietà privata, proponendo un protocollo per portare testimonianze dirette nelle scuole.

La Guardia di Finanza, rappresentata dal generale Rosario Massino, ha illustrato la strategia repressiva contro la contraffazione, che mira a disarticolare le filiere del falso e interrompere i canali di finanziamento delle organizzazioni criminali. L’approccio multilivello della polizia economico-finanziaria utilizza tecnologie avanzate come algoritmi e intelligenza artificiale per tracciare l’origine e la destinazione dei flussi finanziari illeciti.

In conclusione, Carlo Sangalli ha affermato che legalità e sicurezza devono essere una battaglia comune, sottolineando la necessità di un’azione collettiva per contrastare l’illegalità che pesa sul settore commerciale.