Il leader del M5S Giuseppe Conte torna a minacciare la crisi di governo. Nel corso di un’intervista a Digithon, maratona sul digitale in corso a Bisceglie, ha detto: “Se l’esecutivo deciderà di rispondere subito e concretamente alle urgenze del Paese sollevate dal Movimento, noi ci siamo, altrimenti no”. E sui tempi dello strappo, rivolgendosi ai giornalisti,  dice: “Partite per le vacanze  vi aggiorneremo”. Giuseppe Conte sfida il Pd a confrontarsi nel merito del documento di nove punti consegnato al premier, facendo intendere che anche su quello si misura un’alleanza. Intanto, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, riunisce l’assemblea di “Insieme per il Futuro”, nel corso della quale ha affermato: “Aprire una crisi di governo significa prestare il fianco alla propaganda di Putin, che a sua volta otterrebbe l’obiettivo di sgretolare il nostro governo”. Il M5S attende qualche segnale da Palazzo Chigi già la prossima settimana. Il premier in questi giorni sta analizzando il documento consegnato da Conte. Nel frattempo il Pd continua a lanciare segnali di insofferenza verso i pentastellati con il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini che afferma: “Ci si allea con chi condivide la responsabilità di occuparsi dei problemi delle persone. Non si aprono crisi al buio”. Il leader del Pd, Letta aggiunge: “Preciso, per evitare fraintendimenti, che noi rimaniamo alla decisione presa insieme nella Direzione nazionale del Pd il 30 giugno: il governo Draghi è per noi l’ultimo della legislatura”. Per Ettore Rosato di Iv, anche in caso di addio del M5s, il premier “ha la forza di andare avanti, non solo numerica ma anche politica, data dalle cose che sta facendo”.