Di WANDA CHERUBINI

VITERBO- Continuano i contagi nella Tuscia. Ad oggi sono 16 i nuovi casi accertati di positività al COVID-19, comunicati dal Policlinico Gemelli alla Asl di Viterbo: 12 stanno trascorrendo la convalescenza presso la propria abitazione e 4 nei reparti dedicati COVID dell’ospedale Belcolle. Nello specifico: 2 a Malattie infettive, 1 a Medicina e 1 in Terapia intensiva. Tra i contagiati anche il comandante dei Vigili del Fuoco di Viterbo, ing. Davide Pozzi. Le persone con il referto odierno di positività, già tutte precedentemente in isolamento domiciliare fiduciario o in ricovero, sono residenti nei seguenti comuni: 11 a Viterbo, 1 a Montefiascone, 1 a Tarquinia, 1 Gallese, 1 a Fabrica di Roma, 1 a Montalto di Castro. In totali casi accertati al COVID-19, residenti o domiciliati nella Tuscia, salgono a 192, più i 5 casi accertati in strutture extra Asl e già noti.

Il pericolo contagio sta interessando anche le case di riposo. Al riguardo il responsabile del dipartimento socio sanitario della Cisl di Viterbo, Mario Malerba, dichiara: “Finalmente la Regione si sveglia e, con una serie di provvedimenti e disposizioni emanate ieri, si rende conto che le bombe contagio possono essere le case di riposo. Sì! Proprio quelle con una generazione di anziani che ha costruito il nostro Paese e che purtroppo, stante le statistiche, sono i più colpiti. Sì! Proprio quelle istituite in gran numero dopo che la fuga dalle RSA per i costi sostenuti dai familiari prospettavano a prezzi inferiori un posto letto. Case di riposo che non garantiscono, tranne eccezioni, adeguati contratti ai propri dipendenti e delle quali, siamo quasi certi, non esiste neanche un censimento nella nostra provincia! Al di là dei tamponi a ospiti e personale che potrebbero essere uno screening per fare una foto all’attuale situazione di contagio, si deve verificare la dotazione dei dispositivi di protezione individuali per il personale che ivi opera, unico potenziale veicolo di contagio considerato che da tempo dovrebbe essere stato proibito l’accesso a parenti e visitatori. Anche in questo ambito però dobbiamo riconoscere la difficoltà di reperire sul mercato mondiale mascherine e altri presidi di protezione. Preoccupa che l’obiettivo di vigilare sulle case di riposo giunga un po’ tardivo – incalza il sindacalista- ma nutriamo la speranza che ci sia tempo per intervenire anche se, al contempo, ci rendiamo conto della grande emergenza che la Regione Lazio sta affrontando in questo momento. Siamo certi che in diverse strutture si siano messe in atto tutte le misure precauzionali, ma considerata la scarsa sindacalizzazione degli operatori addetti, con difficoltà abbiamo un quadro con sufficienti elementi”. Un discorso a parte Malerba fa per le Rsa.  “A tal proposito – prosegue Malerba – non sarebbe il caso che anche le case di riposo siano soggette ad accreditamento? Questo a garanzia degli ospiti e di chi ci lavora!”.

Intanto, questa sera il sindaco Arena ha previso una nuova sanificazione e disinfestazione di strade e marciapiedi della città L’operazione avrà inizio alle ore 21 e proseguirà durante la notte. “Nei prossimi giorni – spiega il sindaco – verrà garantita la copertura del servizio sull’intero territorio comunale, frazioni comprese. Entriamo nella seconda fase. Da diversi giorni ormai i mezzi di Viterbo Ambiente stanno sanificando il territorio con una soluzione di cloro mista ad acqua. Un passaggio necessario per rendere più efficace l’intervento di sanificazione e disinfezione, realizzato da una ditta specializzata in materia, con prodotti disinfettanti antivirali certificati non tossici, e con caratteristiche di abbattimento di virus, protozoi, spore, eccetera, attraverso l’utilizzo di varie tipologie di mezzi, quali atomizzatori a spalla, atomizzatori su furgoni e trattamento di disinfezione a lancia al fine di irrorare il prodotto”.

Ed anche l’Università degli studi della Tuscia si è adeguata alle nuove norme anti Coronavirus come comunica il rettore Stefano Ubertini: “Sono molto soddisfatto, perché nessuna seduta di laurea è stata annullata all’Università della Tuscia. Abbiamo mantenuto l’impegno di non rallentare la carriera universitaria di nessuno dei nostri studenti. Sono convinto che sia questo il nostro dovere in un momento così drammatico. Si tratta della prima sessione di laurea svolta interamente a distanza dal nostro Ateneo dalla sua fondazione: nessuno era fisicamente nello stesso luogo, ma tutti erano insieme in un’aula virtuale, studenti e commissari. Personalmente ho voluto assicurare la vicinanza dell’intera comunità accademica a questi ragazzi, che dopo tanti anni di studio e di sacrifici, hanno raggiunto un traguardo importante della loro vita, anche per dare la giusta solennità alla prova di laurea, seppur vissuta attraverso uno schermo. L’Unitus è impegnata al massimo per garantire a tutti gli studenti di poter proseguire il loro percorso formativo comprese le sedute di laurea –  sottolinea il rettore – e tutto questo è reso possibile grazie alla disponibilità e alla competenza dei docenti, del personale tecnico-amministrativo e dei colleghi dei servizi informatici dell’Ateneo che stanno lavorando con grande dedizione”.