Foto Massimo Paolone/LaPresse 8 aprile 2020 Bologna, Italia cronaca Emergenza Coronavirus, il reparto di terapia intensiva dell'ospedale Policlinico Sant'Orsola-Malpighi per la cura del Covid-19 Nella foto: una fase delle cure Photo Massimo Paolone/LaPresse April 8, 2020 Bologna, Italy news Coronavirus emergency, the intensive care unit of the Sant'Orsola-Malpighi hospital for the cure of Covid-19 In the pic: a phase of treatment

A cinque anni dall’inizio della pandemia, il bilancio del Covid-19 in Italia è drammatico: oltre 197mila vittime e più di 27 milioni di contagiati. Sebbene l’emergenza sanitaria sia ufficialmente terminata il 5 maggio 2023, gli esperti invitano a non abbassare la guardia.

Il 20 febbraio 2020 il virus Sars-CoV-2 viene ufficialmente rilevato in Italia con il primo caso accertato a Codogno, quello di Mattia Maestri, il cosiddetto “paziente 1”. Tuttavia, già il 29 gennaio 2020, una coppia di turisti cinesi ricoverata allo Spallanzani di Roma aveva manifestato i primi sintomi. L’11 marzo 2020, l’OMS dichiara la pandemia globale, segnando l’inizio di una crisi sanitaria senza precedenti.

I dati del Ministero della Salute raccontano l’impatto devastante: 197.563 morti, 513.845 operatori sanitari contagiati e un’età media dei pazienti di 45 anni. I guariti sono oltre 25 milioni.
Oggi il Covid-19 non rappresenta più un’emergenza, ma resta tra i virus respiratori monitorati dalla rete RespiVirNet. Secondo Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS, la sorveglianza è essenziale per tracciare varianti e diffusione, proprio come si fa per influenza e virus sinciziale.

Fondamentale resta anche la vaccinazione, con raccomandazioni annuali per le categorie più fragili, come anziani e persone con patologie pregresse.
L’OMS avverte che in futuro potrebbero verificarsi nuove pandemie. L’Italia, nel frattempo, ha potenziato le reti di sorveglianza con fondi europei e del PNRR, avviando esercitazioni pandemiche e rafforzando la cooperazione internazionale. “La preparazione non è un traguardo, ma un processo continuo”, conclude Palamara, sottolineando l’importanza di non ripetere gli errori del passato.