E’ arrivata anche in Italia la sotto variante della Omicron, chiamata BA.2 con le stesse caratteristiche di diffusione della Omicron.

Non si sa se sia meno aggressiva.  Ma esistono anche la BA.1 e BA.3, come indicano le grandi banche dati che immagazzinano le sequenze del virus SarsCoV2, come NextStrain e Gisaid, tanto che alcuni esperti parlano di una “versione ipermutata” del virus SarsCoV2, come fa il fondatore dell’Istituto Scripps, Eric Topol. Delle tre versioni della Omicron, la BA.1 è la più diffusa. La BA.2 è stata segnalata in India e poi nelle Filippine, Singapore e Giappone per poi raggiungere anche l’Europa, dove le sequenze sono state identificate in alcuni Paesi scandinavi, fra i quali la Danimarca, e poi in Gran Bretagna e in Germania. L’Italia è entrata adesso fra i Paesi nei quali la BA.2 è presente ed è stata segnalata in 9 regioni, secondo quanto ha detto il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro. Quali conseguenze possa avere sull’andamento della pandemia un virus così mutevole non è al momento possibile dirlo. Si sa con certezza che il virus SarsCoV2 ha una grande capacità di generare nuove varianti.

I dati indicano poi che le tre sotto-varianti si sono separate dalla Omicron nel marzo 2021: prima sono comparse BA.1 (con 20 nuove mutazioni rispetto alla Omicron originale, 13 delle quali uniche) e la BA.2 (con 27 nuove mutazioni, 10 delle quali uniche e nessuna comuna alla BA.1); da BA.2 si è poi differenziata BA.3 (13 nuove mutazioni, 1 unica, 5 comuni alla BA.1 e 7 comuni alla BA.2).