Viterbo e tutto il Lazio rischiano di entrare in zona gialla dopo Capodanno. Si prospetta come data quella del 3 gennaio 2022. Del resto, l’andamento pandemico evidenzia come nel Lazio alla data del 25 dicembre vi erano 4171 nuovi positivi, di cui la metà a Roma. Il 26 dicembre, invece, giorno di Santo Stefano, su 3 mila casi segnalati, 2 mila erano sempre a Roma. I dati stanno preoccupando l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. Il Lazio registra un tasso di terapie intensive al 10,3%, al limite della soglia massima consentita e il 14,3% nelle aree non critiche. Al momento sono 12 su 20 le regioni che superano questa soglia critica, che è stata stabilita al 10%. Lo stesso D’Amato ha ribadito che dopo Capodanno potrebbe esserci un cambio di fascia. “I nostri tecnici considerano l’effetto feste e cenoni – ha rimarcato – Quello che è certo è che non può essere penalizzato chi ha mostrato il massimo livello di collaborazione e responsabilità. Se ci fossero ulteriori restrizioni non devono essere generalizzate”. Per fronteggiare Omicron, intanto, D’Amato ha voluto rafforzare i reparti dedicati alle cure per il Covid, operazione che coinvolgerà gli ospedali di Roma e del resto del Lazio. Il numero dei posti letto Covid, quindi, verrà rafforzato nel seguente modo: Viterbo (36+4), policlinico Umberto I (146 posti letto ordinari + 21 di Terapia intensiva), policlinico Gemelli + Columbus Hospital (144 + 59), Istituto Spallanzani (190 + 50) Città di Roma (149), Casalpalocco (80 + 40), San Camillo-Forlanini (45), San Giovanni-Addolorata (34+6), Rieti (26+4), Frosinone (56+4) e Latina (44+4), ospedale pediatrico Bambino Gesù (20+3), policlinico Tor Vergata (50+6), San Filippo Neri (50+14), Sant’ Andrea (40+6), Sant’ Eugenio (40+6), Tivoli (20 covid generici), Castelli (45+2), Palestrina (20), Civitavecchia (10), Ostia (20).