La speranza di poter arrivare alla realizzazione di un vaccino contro tutte le varianti del virus SarsCoV2 si fa più concreta.

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha messo a punto un nuovo prototipo di vaccino basato su una proteina comune a tutte le varianti ed i test preclinici condotti su topi ne hanno evidenziato l’efficacia. Lo studio si basa su una proteina comune a tutte le varianti, la proteina N, e si evidenzia una protezione duratura anche su cariche virali elevate.

Si spera che anche i test successivi sull’uomo possano dare lo stesso risultato, potendo così avere una svolta nella lotta alla pandemia. Infatti, anche se la curva dei contagi conferma il trend di discesa in atto da alcune settimane, la vaccinazione resta un’arma fondamentale per porre un freno definitivo all’epidemia di Covid-19. il ministro della Salute, Roberto Speranza ha sottolineato come “il 91% delle persone sopra i 12 anni si sono vaccinate con la prima dose e ciò ha permesso di non avere pressione incredibile sugli ospedali”. però oltre 5 milioni di italiani risultano ancora non vaccinati.  Il rischio di nuove varianti, inoltre, è un’incognita che preoccupa, insieme al numero consistente di non immunizzati. Da qui la necessità di mettere a punto vaccini “ad ampio raggio” ed il nuovo studio dell’Iss rappresenta un primo importante passo in questa direzione.

Lo studio, appena pubblicato sulla rivista Viruses, ha dimostrato che questo approccio innovativo genera una risposta immunitaria efficace e duratura in topi infettati con SarsCoV2. Lo studio si basa sull’uso della proteina N come bersaglio, che, al contrario della spike,  coinvolta nello sviluppo degli attuali vaccini, non mostra quasi alcuna mutazione tra le varianti di SarsCoV2 finora note. Inoltre, questa proteina N genera una memoria immunitaria a livello polmonare che potrebbe essere garanzia di effetto protettivo duraturo. Anche il nuovo vaccino americano Novavax, a base proteica come i vaccini antinfluenzali e che dovrebbe arrivare in Italia dal 24 febbraio, presenta dati limitati rispetto all’efficacia contro Omicron. Il virologo Fabrizio Pregliasco afferma che “gli attuali vaccini sono solo parzialmente efficaci contro Omicron. Il dato importante è che le mutazioni ad oggi viste sono tutte relative alla proteina Spike del virus SarsCoV2, mentre il nuovo studio Iss dimostra come la proteina N del virus rimanga invariata ed è dunque presumibile che rimanga tale anche in eventuali varianti non ancora scoperte o future. La speranza è che si apra effettivamente la strada per un vaccino ‘jolly’ efficace contro tutte le varianti”.