Finiremo per rivalutare Walter Ricciardi, consulente ormai storico del ministro della salute Speranza, strenuo difensore della linea intransigente nella gestione della emergenza pandemica.  Esponente di punta del movimento delle Cassandre torna di moda, torna alla ribalta. La sua visione delle cose è poco meno che apocalittica,  ma bisogna riconoscere che in alcuni punti può avere ragione. E lasciamo sullo sfondo le tesi del moderato (tra i virologi televisivi) Bassetti,  che con un mezzo sorriso sostiene che alla pandemia va cambiato nome, dice che non stiamo più parlando di covid ma di un altro soggetto, più invasivo ma meno pericoloso. A chi credere? Empiricamente ai dati, che dicono che il virus (chiamatelo come vi pare) sta di nuovo accelerando, che i contagi si moltiplicano (con un sommerso, un non dichiarato, da paura) e che tuttavia non fa male come prima, salvo che non si sia giù in condizioni precarie per altri motivi. Non basta per dormire sonni tranquilli, anzi. Ormai non ci fidiamo più.
Dunque stando a quello che si legge siamo ancora nei guai, visto gli indici dei contagi, dei ricoveri, delle terapie intensive tornano a salire con una rapidità alla quale non eravamo più abituati. Dobbiamo prendere provvedimenti? Il governo finge di non vedere, tace. E così le autorità sanitarie regionali. Non vogliono stoppare l’economia delle vacanze, rimandano le preoccupazioni a settembre. C’è da chiedersi se sia una posizione sensata. Ricciardi parla di  una rimozione collettiva della pandemi.  Le persone sono ansiose di riprendere la normalità – dice – però così facendo alla fine si contagiano, e solo allora si rendono conto dell’errore commesso. E ancora: se si vuole evitare un virus estremamente contagioso, non ci si può affidare alla buona volontà dei singoli. Ci sono dati oggettivi sui quali basarsi per prendere decisioni e i governi devono avere il coraggio di adottare misure impopolari. Altrimenti, le persone vivono normalmente, fino a quando poi purtroppo capita che qualcuno finisce in ospedale. Questa nuova ondata era ampiamente prevedibile già a marzo. Ora può essere contenuta solo se si ripristinano una serie di mezzi di prevenzione. Ragionevolmente possiamo concordare? C’è un dato oggettivo, i numeri sono lì a testimoniarlo. Nessuno nega ma nessuno prende provvedimenti. Nonostante la risalita dei casi, in pochi indossano la mascherina. Per strada, sui mezzi pubblici e nei locali, di distanziamento nemmeno a parlarne.  E’ la rimozione collettiva di cui parla Ricciardi.

In sostanza un po’ di libertà in più  serve per tenere tonico  il paese, per favorire almeno l’economia, ma in questo momento, con un flusso di turisti maggiore rispetto a prima della pandemia e con la circolazione di persone che viaggiano in aereo senza mascherine, il rischio è quello di compromettere sia la salute che l’economia di un paese. A un certo punto  la pressione potrebbe essere così forte da costringere le autorità a prendere misure restrittive forti? Teniamo conto che la vaccinazione si è praticamente bloccata,  che l’80 per cento degli ultra 80enni non sono vaccinati con la quarta dose, che il 60 per cento dei bambini non è protetto, che il testing e il tracciamento non vengono effettuati in maniera sistematica, che l’isolamento viene spesso eluso, che l’aria dei locali non viene controllata e che la distanza è ignorata. Un quadro abbastanza preoccupante. Non ne abbiamo abbastanza di vivere in modo così rischioso? Portiamoci la mascherina in vacanza, laviamoci spesso le mani, evitiamo abbracci ed effusione per quanto è possibile. Manteniamo un minimo di prudenza. Conviene a tutti, in fondo

 

REPORTER