Se non fosse che ci stanno andando di mezzo gli interessi, il futuro, la serenità di un intero paese ci sarebbe da sorridere. Lo spettacolo che stanno dando a Palazzo Chigi e dintorni è veramente sconcertante. La politica italiana ha spesso portato alla ribalta personaggi da operetta, ma mai eravamo scesi così in basso.  Un governo allo sbando tenuto in piedi con il nastro adesivo e legato ad una maggioranza soltanto parlamentare che non trova più alcun riscontro in Parlamento. Un premier pronto a tutto pur di non perdere il posto, troppo debole per governare, senza lo spessore e l’orgoglio dello statista.
Nel balletto dello scarico di responsabilità e dei ricatti incrociati Giuseppe Conte sembra cedere al ricatto del suo socio di minoranza, il guastatore Matteo Renzi. Molla sulla delega ai servizi segreti, molla sulla distribuzione dei fondi, sulla scuola, praticamente su tutto. E non è detto che basti, perché Renzi il Rubicone lo ha già varcato e vuole il sangue. Se dopo aver provocato il caos facesse marcia indietro e riponesse le armi sarebbe finito. Ieri sera in tv nel salotto di Porro (Mediaset)  ha maramaldeggiato alla gran de senza rispondere alla domanda cruciale: farà cadere il governo?  E restiamo tutti sospesi ancora per qualche ora, forse per qualche giorno.  Imbarazzante il silenzio, il gelo polare che si respira in casa Zingaretti.
Non si capisce come la pensi, si comporta come se la caduta eventuale del governo non fosse cosa sua,  visto che è il partito più consistente nella maggioranza. I grillini sembrano smarriti e comunque arroccati in difesa, la situazione sta sfuggendo loro di mano. Hanno un esercito di parlamentari, se si andasse alle urne ne salverebbero meno della metà, stando ai sondaggi. Dunque la commedia, anzi la farsa, va per le lunghe. Peccato che ci sia di mezzo il covid, con annessi e connessi, peccato che la gente continui a morire e che sul vaccino si siano aperti altri fronti di polemica..il paese va a rotoli, l’economia va a rotoli e nessuno fa niente per fermare la frana. Troppe incertezze, troppi dubbi. Troppi vuoti. Le categorie produttive sono inferocite, molta gente è alla fame. E non c’è luce. Un Conte Ter? Un rimpasto? Possibile. Un governo istituzionale guidato da un personaggio autorevole e al di sopra delle parti? E’la soluzione di riserva. Intanto stringiamo i denti. Non abbiamo nemmeno voglia di pensare alla Befana. Tanto la calza porterebbe solo carbone.