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L’Unione europea alza il tono nei confronti degli Stati Uniti dopo l’introduzione unilaterale di nuovi dazi al 15% decisi dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Dopo circa trenta ore di valutazioni e contatti diplomatici, Bruxelles ha diffuso una dichiarazione ufficiale in cui chiede chiarimenti e accusa Washington di non rispettare gli impegni presi negli accordi transatlantici.

Secondo la Commissione europea, le nuove tariffe non solo penalizzano l’economia dell’Unione, ma rischiano anche di violare l’intesa raggiunta la scorsa estate in Scozia, che prevedeva condizioni commerciali “eque, equilibrate e reciprocamente vantaggiose”. Pur escludendo al momento una vera e propria rottura nei rapporti commerciali, l’esecutivo comunitario segnala un cambio di atteggiamento rispetto al passato.

Nel mirino c’è anche la possibile applicazione aggiuntiva della clausola della “nazione più favorita”, che potrebbe portare il carico tariffario complessivo oltre i limiti concordati. Bruxelles insiste sul fatto che i prodotti europei debbano continuare a beneficiare del trattamento più competitivo previsto dagli accordi.

Da Washington arrivano segnali distensivi: il rappresentante per il commercio Jamieson Greer ha assicurato che gli accordi restano validi e che gli Stati Uniti si aspettano il rispetto degli impegni reciproci. Intanto il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, ha avviato un primo confronto con le controparti americane per preservare un quadro stabile e prevedibile negli scambi transatlantici.

Il clima resta però incerto. Il Parlamento europeo si prepara a sospendere l’iter dei regolamenti attuativi dell’intesa di luglio in attesa di una valutazione giuridica e di garanzie più chiare da parte degli Stati Uniti. Anche diversi Stati membri, tra cui la Germania, stanno assumendo posizioni più ferme.

Il tema dei dazi sarà al centro delle prossime riunioni europee e internazionali, tra cui il G7 Commercio e il Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue, con la partecipazione del ministro italiano Antonio Tajani.

A Bruxelles, intanto, la parola d’ordine è unità: la Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha margini di manovra più limitati rispetto al passato e un’Europa divisa rischierebbe di indebolire ulteriormente la posizione negoziale nei confronti di Washington.