Il decreto legge sul sostegno all’Ucraina dovrebbe approdare lunedì in Consiglio dei ministri, ma nella maggioranza permane un clima di frizione, soprattutto tra la Lega e gli altri partiti di governo.

Fonti leghiste ribadiscono la richiesta di un provvedimento “diverso dal passato”, che metta al centro aiuti civili, sanitari ed energetici, e non solo il rafforzamento militare. Da Palazzo Chigi, però, si precisa che l’unica novità rispetto alle precedenti proroghe sarà proprio l’inclusione esplicita degli aiuti non militari, mentre la proroga di un anno dell’autorizzazione alla cessione di materiale bellico rimarrà invariata.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto rassicura: non ci sarebbe mai stato alcun vero conflitto interno e il provvedimento sarebbe pronto da tempo. Altri membri dell’esecutivo parlano di un normale gioco delle parti che troverà la sintesi finale in un confronto diretto tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.

La premier, dopo le recenti tensioni sulla manovra, ha già fatto sapere agli alleati che non ci dovranno essere ulteriori rallentamenti, soprattutto alla vigilia dell’incontro tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump in Florida.

La Lega, però, continua a mostrarsi inflessibile. Il dossier è seguito dal senatore Claudio Borghi, che anche a Natale ha ribadito i paletti: il decreto non potrà essere “solo armi” come i precedenti tre del governo Meloni.

Borghi ha evocato “compromessi possibili”, come l’obbligo di destinare gli aiuti principalmente alla protezione della popolazione civile, citando come esempio l’invio di un ospedale da campo.

La linea dura del Carroccio viene paragonata dagli stessi leghisti al “metodo pensioni”, lo stesso usato per opporsi alle modifiche al sistema previdenziale che avevano irritato Meloni.

La proposta della Lega di ridurre a tre mesi la durata della proroga è stata subito respinta: resterà valida per un anno.

Nei giorni scorsi si era valutata la possibilità di inserire nel testo riferimenti diplomatici alla ricerca della pace e alla sovranità ucraina, ma secondo fonti governative l’unico ritocco effettivo sarà l’aggiunta degli aiuti civili, sanitari ed energetici accanto alla fornitura di equipaggiamenti militari.

Il decreto, dunque, dovrebbe arrivare lunedì sul tavolo del Consiglio dei ministri con un accordo ormai vicino, nonostante il braccio di ferro che ha animato la vigilia delle festività.