La capitale merita rispetto, non gli insulti di visitatori che non rispettano le regole. Sgradevole episodio in piazza di Spagna.  Una coppia di stranieri fa giocare il cane nella fontana della Barcaccia, in mezzo alla folla attonita. Ai vigili accorsi a contestare il fatto e ad elevare contravvenzione replicano con sorrisi ironici e con aria di sufficienza e di sfida. Romani indignati, visitano la città più bella del mondo e credono di poter fare quello che vogliono

Di  Stefania Pascucci

Un episodio sgradevole sabato sera in piazza di Spagna, patrimonio dell’Unesco, sorvegliata speciale dopo una serie di “incidenti” che hanno fatto il giro del mondo e governata da regole precise e ferree  ordinanze comunali.  Una coppia di turisti stranieri lascia sguazzare il proprio cane (di grossa taglia) nell’acqua della fontana della Barcaccia sotto gli occhi di una folla attonita. Non si pongono problemi, per loro tutto è  lecito. Qualcuno chiama i  vigili della Municipale che presidiano la piazza ( solo in due a gestire il rispetto delle regole  in un’area molto complicata). Questi accorrono e vengono accolti dai padroni del cane – bagnato da strizzare e stupito di essere al centro dell’attenzione –   con  sorrisetti ironici e un’aria di sfida.  Chi dice che non si può fare? Non c’è un cartello di divieto. E poi che sarà mai, il cane aveva caldo, si è rinfrescato. Tutto questo detto in inglese e con un tono di sufficienza. Whaaat? Documenti? Ma che cosa abbiamo fatto? Ok, paghiamo la contravvenzione e ce ne andiamo. Troppo semplice. I due vigili tengono bloccati i due turisti (che come spesso accade comprendevano perfettamente l’ìtaliano e la situazione ma giocavano sul filo dell’equivoco) pretendendo generalità e comunicando il caso alla centrale operativa, tra i sorrisi di scherno della coppia. Colta, benestante, arrogante, apparentemente non in difficoltà nonostante la cornice di folla che si era creata attorno a loro. Stupiti i turisti, indignati i romani (credono di essere i padroni, credono di poter fare quello che vogliono solo perché portano i soldi, ma a casa loro non azzarderebbero mai simili atteggiamenti).
Fermiamoci qui, gli uomini della Municipale palesemente irritati dal comportamento dei fermati si sono fatti valere, la folla ha perso interesse e si è sciolta. L’episodio aiuta a riflettere su quanto accade nelle piazze storiche romane,  da Fontana di Trevi a Piazza Navona, a Piazza di Spagna appunto. Un turismo volgare, poco rispettoso dei luoghi visitati ne fa di tutti i colori. Quasi sicuro dell’impunità. Le regole di ingaggio sono chiare: non si può entrare nelle fontane, sporcare, fare picnic, bivaccare. Sono luoghi di storia e cultura, meritano rispetto. Ma I controlli, la strategia di contrasto sono all’acqua di rose, questione di risorse, di mentalità, di applicazione. E sabato sera Piazza di Spagna era la casbah di sempre, un mix di piccole illegalità  spalmate su qualche centinaio di metri quadrati, tra masse di turisti di tutti i tipi, visitatori attenti e ammirati a fianco di ciabatones e romani a spasso in una serata d’estate. I soliti bangla a vendere cianfrusaglie, aste per selfie, elicotteri artigianali, fiori, robaccia di ogni genere; qualche gruppo a bivaccare sulla storica scalinata, decine di persone a rinfrescarsi stando seduti correttamente davanti alla Barcaccia, decine di strani ed equivoci personaggi mischiati alla folla. Una sporadica presenza delle forze dell’ordine. Uno dei due agenti della Municipale di cui si parlava prima aveva appena cercato di inseguire un bangla – così, più per dare un segnale che per convinzione – e si era trovato con un piccolo bottino abbandonato dall’abusivo da registrare. Due divise contro un esercito in borghese e fuori controllo. Impossibile gestire la situazione. L’assessore Onorato ha niente da dichiarare? Ma di fronte al cane che saltava nell’acqua della fontana non si poteva far finta di niente, e quindi sotto con la contravvenzione, il controllo dei documenti, il verbale.  E’ questa la Roma che ci meritiamo? Come pensa l’amministrazione di combattere questo degrado? Andate a chiederlo al sindaco, mormorava a mezza bocca l’agente più anziano. Facile a dirsi. Meno a farsi.