PAVIA – Nuovo passaggio decisivo nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio, oggi 38enne, un secondo avviso di conclusione delle indagini preliminari, depositando anche gli accertamenti integrativi svolti negli ultimi mesi. L’ipotesi accusatoria resta quella di omicidio aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti, ma si tratta ancora di una contestazione formulata dalla Procura: Sempio non è stato giudicato colpevole e la sua posizione dovrà eventualmente essere valutata in un processo.
La chiusura delle indagini arriva dopo quella già notificata a maggio e dopo ulteriori approfondimenti tecnici disposti dai magistrati pavesi. Il nuovo materiale riguarda, tra l’altro, l’impronta di scarpa repertata nella villetta, la cosiddetta traccia palmare 33, il DNA, la dinamica dell’aggressione e alcuni aspetti relativi agli accertamenti svolti nel 2007.
Tra gli elementi sui quali la Procura concentra l’attenzione figura la nota impronta di scarpa con suola a pallini rinvenuta nell’abitazione dei Poggi.
Gli esperti incaricati dai pubblici ministeri, Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, hanno esaminato anche le osservazioni formulate dai consulenti della difesa. Secondo quanto reso noto dalla Procura, le dimensioni di una scarpa Frau numero 42 prese in considerazione negli accertamenti risultano compatibili con le misure del piede di Sempio.
La formulazione va però letta con precisione: la compatibilità dimensionale non equivale, da sola, all’identificazione certa dell’autore dell’impronta. Askanews riferisce infatti che gli accertamenti tecnici consentono di affermare che non esiste una incompatibilità fisica tra il piede dell’indagato e la traccia repertata.
Gli stessi consulenti hanno inoltre ribadito le proprie conclusioni sulla traccia palmare 33, rinvenuta sulla parete della scala che conduce alla cantina. Già nella precedente fase dell’inchiesta l’attribuzione a Sempio era stata sostenuta dai consulenti dell’accusa sulla base di più verifiche dattiloscopiche, conclusioni che la difesa contesta.
La nuova chiusura non modifica formalmente il capo d’imputazione già comunicato in primavera. A maggio la Procura aveva elencato 21 elementi ritenuti significativi nell’ipotesi accusatoria, tra i quali il DNA rinvenuto sulle unghie della vittima, l’impronta palmare, alcune telefonate precedenti al delitto, dichiarazioni ritenute non veritiere dagli investigatori, ricerche informatiche e conversazioni registrate durante le indagini.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il movente sarebbe collegato a un presunto rifiuto da parte di Chiara Poggi. Anche questa ricostruzione resta una tesi dell’accusa, contestata dalla difesa di Sempio e ancora da sottoporre al vaglio di un giudice.

I legali dell’indagato, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno sostenuto che il nuovo avviso non conterrebbe elementi tali da modificare la posizione difensiva e hanno annunciato l’esame del materiale depositato dalla Procura. Dopo il 415-bis, la difesa dispone dei termini previsti dalla legge per presentare memorie, produrre documenti o chiedere ulteriori atti prima che i pm assumano le loro determinazioni definitive.
Un capitolo distinto e particolarmente rilevante riguarda Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata.
Le nuove indagini hanno fatto emergere materiale relativo alle analisi genetiche svolte nel settembre 2007 sui pedali della bicicletta bordeaux sequestrata all’epoca. Una consulenza degli esperti della difesa Stasi, Ugo Ricci e Pasquale Linarello, ha esaminato i dati grezzi consegnati alla Procura dal Ris nel novembre 2025 e ha individuato due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 risultate negative.
Secondo quei consulenti, le controanalisi avrebbero avuto un rilievo favorevole alla posizione di Stasi e non risulterebbero presenti nel fascicolo processuale nel quale era invece confluito il precedente risultato positivo relativo al DNA attribuito a Chiara.
La questione è stata esaminata anche dai consulenti della Procura Carlo Previderè e Pierangela Grignani, i quali, secondo il comunicato riportato dalla Rai, hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative. Gli esperti hanno osservato che la discordanza avrebbe meritato all’epoca un ulteriore approfondimento, che dalle verifiche più recenti non risulta essere stato effettuato.
Si tratta di un dato potenzialmente rilevante nel dibattito sulla condanna di Stasi, ma non comporta automaticamente la revisione della sentenza, né determina da solo la sua innocenza sul piano giudiziario.
Su questo punto il procuratore Fabio Napoleone ha voluto fare una precisazione esplicita: la Procura di Pavia non ha rivolto alla Procura generale di Milano alcuna richiesta finalizzata a promuovere la revisione della condanna di Stasi.
La Procura generale viene tuttavia informata sugli aspetti delle nuove indagini che possono avere interesse rispetto al procedimento già definito. Spetterebbe eventualmente agli organi competenti valutare se i nuovi elementi soddisfino i presupposti previsti dalla legge per chiedere una revisione.
La difesa di Stasi considera invece il capitolo delle analisi sui pedali uno degli elementi che potrebbero essere utilizzati in un futuro procedimento di revisione.
Di segno opposto la posizione dei legali della famiglia Poggi, che continuano a sostenere la validità della sentenza definitiva pronunciata nei confronti dell’ex fidanzato di Chiara e contestano che le nuove acquisizioni siano tali da ribaltare il quadro già accertato giudizialmente.
La Procura ha acquisito anche nuove valutazioni sulla dinamica dell’omicidio e sulla successione temporale delle lesioni.
Gli accertamenti integrativi comprendono gli approfondimenti medico-legali e antropometrici affidati agli esperti, mentre altri test hanno riguardato la possibile presenza di sangue in alcuni campioni prelevati dagli intonaci della casa. La Provincia Pavese
Tra gli aspetti riesaminati c’è anche l’orario della morte. Secondo le consulenze richiamate nelle nuove indagini, viene presa in considerazione la possibilità che Chiara possa essere sopravvissuta per un certo intervallo di tempo dopo l’inizio dell’aggressione. Sarà però necessario conoscere integralmente le relazioni tecniche e l’eventuale valutazione del giudice per stabilire quale peso processuale possa avere questo elemento.
Non è stata invece portata a termine la consulenza personologica affidata allo psichiatra Roberto Catanesi, poiché Sempio non si è sottoposto al colloquio previsto. La mancata esecuzione di quell’accertamento non equivale naturalmente a un elemento di colpevolezza. l
La seconda chiusura delle indagini non coincide con un rinvio a giudizio. È il passaggio con cui la Procura comunica formalmente all’indagato che l’attività investigativa è terminata e mette a disposizione della difesa gli atti raccolti.
Scaduti i termini per le iniziative difensive, i pubblici ministeri potranno decidere se chiedere l’archiviazione oppure, come appare probabile alla luce della conferma dell’impostazione accusatoria, presentare al giudice una richiesta di rinvio a giudizio. La decisione sulla celebrazione di un eventuale processo spetterà poi al giudice competente. RaiNews
A quasi vent’anni dall’omicidio, il caso Garlasco si trova così davanti a due piani giudiziari distinti: da una parte la condanna definitiva di Alberto Stasi, che resta pienamente efficace fino a un’eventuale revisione; dall’altra la nuova indagine su Andrea Sempio, ancora nella fase preliminare e fondata su una ricostruzione accusatoria che dovrà essere sottoposta alle verifiche e alle garanzie proprie del processo.
Le nuove consulenze aggiungono dunque materiale a un fascicolo già estremamente complesso, ma non rappresentano ancora un nuovo accertamento giudiziario della responsabilità per l’omicidio di Chiara Poggi.