Giulia Tramontano, incinta di 7 mesi, è stata brutalmente assassinata dal suo fidanzato Alessandro Impagnatiello a Senago, nel Milanese. L’autopsia ha rivelato che Giulia è stata colpita con almeno 37 coltellate, di cui due letali nella regione del collo, una delle quali ha reciso la carotide. Non sono stati riscontrati segni di difesa. Il primo fendente ha impedito a Giulia di urlare, mentre il secondo ha colpito l’arteria succlavia, causando un’emorragia fatale. Successivamente, Impagnatiello ha continuato ad infliggere ulteriori coltellate su tutto il corpo di Giulia, dalla schiena al volto, per un totale di 37 coltellate. La maggior parte delle ferite sono state inferte nella parte superiore del corpo, con una coltellata anche al volto e una che ha perforato un polmone. Non sono stati riscontrati tagli nell’addome. Ulteriori analisi potrebbero rivelare ulteriori ferite, portando il totale a quasi 40. Due di queste ferite sono state fatali: una che ha reciso la carotide e l’altra che ha colpito l’arteria succlavia. Non è ancora possibile determinare con certezza se Giulia sia stata attaccata alle spalle, ma è una delle ipotesi principali. La Procura ha già contestato l’aggravante della crudeltà, oltre alla premeditazione, nella richiesta di custodia cautelare, sebbene il gip non l’abbia riconosciuta. Questa dinamica dell’omicidio rafforza l’ipotesi di crudeltà. A causa delle ustioni presenti sul corpo, non è stato possibile stabilire con precisione la data del delitto, che secondo le indagini preliminari dovrebbe essere avvenuto tra le 19:00 e le 20:30 di sabato 27 maggio. Altre risposte, inclusi i risultati degli esami tossicologici, quelli sul feto e la questione se il corpo sia stato bruciato dopo la morte, saranno fornite successivamente con le relazioni finali affidate a un gruppo di medici legali e specialisti. Impagnatiello, descritto dagli investigatori come un “narcisista manipolatore”.