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”Ho fiducia nel presidente del Consiglio, al quale magari in maniera molto leale muovo critiche. Non deve temere picconate o colpi bassi da parte mia, la lealtà significa esporre le proprie idee anche se in contrasto con il governo, senza voler buttare giù l’esecutivo.non deve temere picconate da me”. Lo ha assicurato il pentastellato Alessandro Di Battista ospite di ‘In mezz’ora’ su Rai3.

“Non ho problemi a dire la mia. Non è un segreto, io non volevo il governo col Pd. E’ un anno che si scrive di me come il responsabile della caduta del governo. Non sono un cretino, sono del M5S – sottolinea – Il governo va sostenuto, per farlo bisogna pungolare il M5S che ha fatto le cose migliore nei primi 6 mesi di questa legislatura nonostante la Lega”. “Oggi il Movimento vive un passaggio di debolezza, il mio unico obiettivo da militante e da padre è rinforzare un Movimento che ha fatto cose importanti – dice ancora – Se si indebolisse ulteriormente, rischieremmo una restaurazione. Governare con altri significa scendere a compromessi, ma bisogna mettere dei paletti”. “E’ il mio pensiero, lo espongo in modo chiaro assumendomi le responsabilità. Io posso essere un rompipalle, lo sono caratterialmente, ma non penso sia un danno: da parte mia c’è una lealtà di posizioni”, afferma poi.

“La situazione economica per me è peggiore di quella che immaginavamo – continua Di Battista – Beppe Grillo ha incanalato la rabbia sociale in un percorso democratico, indirizzandola anche verso riforme che hanno prodotto un vantaggio per il paese. Quando finirà la cassa integrazione, che succederà? Mi spaventa che possano essere altri soggetti ad incanalare questa rabbia. Io mi sento grillino e mi fido del Movimento. Di altre forze politiche, no”.

E ancora sull’Ue dice: “Cambierò idea quando diranno pubblicamente che il Patto di Stabilità non sarà solo sospeso ma andrà definitivamente nel dimenticatoio. Se dovessero tornare parametri europei, con fondamentali economici italiani peggiorati, chi mi garantisce che non ci diranno ‘vi siete indebitati, ora dovete rientrare’?”. “Io sono contrario al Mes, ma la cosa che più mi preoccupa è il ritorno del Patto di Stabilità. Io non sto in Parlamento, ma nessuno degli esponenti del M5S con cui ho parlato nelle ultime settimane ha intenzione di attivare il Mes. Ad oggi, nessun paese l’ha chiesto. Se fosse cambiato il trattato di istituzione del Mes, con le condizionalità, ne discutiamo. Ma ad oggi nessuno ha modificato il trattato”, conclude.