Foto di maio zingaretti

 

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri rivendica le misure contenute nella legge di Bilancio, mentre il testo viene limato perchè presto trasmesso al Parlamento. I provvedimenti principali della manovra sono stati presentati dallo stesso ministro Gualtieri, prima ad un convegno sull’economia circolare e poi ieri sera a ‘Porta a Porta’.

Le principali novità: detrazioni al 19% solo se i pagamenti avvengono con carta. Bonus bebé che diminuisce con l’aumento del reddito. Tasse su filtri e cartine per farsi le sigarette. Detrazioni solo con assegni e bonifici.

Per le partite Iva: paletti per la flat tax delle partite Iva da inserire in manovra salta, come richiesto dal M5S, il paletto sugli investimenti mentre, resterebbero altri due vincoli per accedere al regime agevolato, quello sulle spese per il personale (non più di 20mila euro) e il divieto di cumulo. Chi ha redditi per oltre 30mila euro non potrà aderire al regime forfettario al 15%.

Meno tasse ai lavoratori: Viene istituito il ‘Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti’, dotato di 3 miliardi di euro per l’anno 2020 e 5 miliardi di euro a decorrere dall’anno 2021.

Scomparirà il superticket.

Plastic tax: si pagherà un euro al chilo per gli imballaggi in plastica.

Sugar tax: colpirà le bevande analcoliche con aggiunta di zuccheri. Imporrà di pagare 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti e 0,25 euro per chilogrammo per i prodotti predisposti ad essere utilizzati previa diluizione.

Pd e M5S sembrano esultanti per questa manovra, ma non è tutto oro quel che luccica. Ne parlano bene tutti con soddisfazione, innanzitutto Zingaretti, che poi una volta interrogato dice “Bisogna favorire l’interesse generale del Paese: o si riscopre spirito comune o i motivi stessi di questo governo vengono meno. È inutile giocare con le parole, o l’alleanza è unita da una visione del futuro o non c’è. Io credo che questa visione vada costruita al più presto».

A questo punto si va a cercare il leader del Movimento, Luigi Di Maio, per sentire cosa ne pensa della manovra e nelle sue parole si auspica la soddisfazione per il lavoro svolto. Ed ecco cosa ha detto ai microfoni: “Se non facciamo squadra, è difficile far comprendere i provvedimenti ai cittadini”. Sembrano dire la stessa cosa, evidentemente è un sentimento comune quello di non riuscire a fare squadra. E poi il ministro continua, probabilmente ripensando a quanto accaduto recentemente alle ultime elezioni regionali in Umbria: “In Emilia Romagna e in Calabria correremo da soli, ma non rinunciamo a qualche lista civica”. Come mai? Di Maio chiude in fretta: “Non ci sono i presupposti per un’alleanza strutturale con il Pd”.