ROMA – La dieta mediterranea, simbolo dell’alimentazione italiana nel mondo, sarebbe ormai sempre meno presente sulle tavole delle famiglie. A sostenerlo è una ricerca della BBC, secondo cui in Italia continua ad aumentare il numero di bambini e adolescenti in sovrappeso.

L’indagine, basata su interviste a medici ed esperti, mette in evidenza come le abitudini alimentari tradizionali siano state progressivamente sostituite da una dieta più ricca di carboidrati raffinati, alimenti calorici e proteine.

Secondo Valter Longo, direttore del Longevity Institute dell’Università della California del Sud, soltanto una piccola parte degli italiani seguirebbe realmente il modello mediterraneo tradizionale, fondato soprattutto su verdura, legumi, cereali integrali, frutta, pesce e olio d’oliva. L’alimentazione moderna sarebbe invece dominata dalle cosiddette “cinque P”: pizza, pasta, patate, proteine e pane.

Il fenomeno risulta particolarmente preoccupante nel Mezzogiorno. In alcune aree della Campania, oltre il 40% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni sarebbe in sovrappeso. Ponticelli, quartiere alla periferia di Napoli, viene indicato come uno dei territori maggiormente colpiti dall’obesità infantile.

La situazione italiana viene confrontata anche con quella del Regno Unito, dove il sovrappeso riguarda circa il 22% dei bambini all’inizio della scuola primaria e oltre il 35% al termine del ciclo scolastico.

I dati riaprono il dibattito sull’importanza dell’educazione alimentare, dell’attività fisica e della prevenzione fin dall’infanzia. Il richiamo alla dieta mediterranea, dunque, non dovrebbe limitarsi a un’etichetta culturale, ma tradursi in abitudini quotidiane più equilibrate, capaci di tutelare la salute delle nuove generazioni.