Possiamo credere ai sondaggi politici?  Forse sì, ma con mille distinguo e riserve. Sono un’arma impropria per far passare questo o quel messaggio,  servono per orientare, bisogna vedere chi li fa e chi c’è dietro.  Ma valgono in ogni caso come  sensori, come sentinelle degli umori della gente.  Nelle scorse settimane siamo stati tutti appesi ai politici che andando in televisione ti spiegavano quello che sta succedendo e cosa era necessario fare. Lo score personale di Giuseppe Conte era schizzato alle stelle, quello di Matteo Salvini era in caduta libera, il sentire popolare, alla fine premiava la coerenza di Giorgia Meloni.  Oggi la gente è stufa e preoccupata, non  crede più tanto al governo, il ministro Speranza non ha mai convinto troppo. E l’ultima tabella di dati offerta dal sondaggio settimanale SWG rispecchia questa tendenza. Dopo la flessione e l’avvitamento del suo leader Salvini la Lega è di nuovo a un passo dal boom , è in  netto rialzo, mentre il Movimento Cinque Stelle, dato forse troppo presto per spacciato, rialza la testa. E il Pd? Risente della esposizione negativa di questi giorni e cala. E la geografia politica del nostro paese  cambia. Salvini sale in sette giorni dal 30,2 al 31%, il Pd nello stesso periodo perde un punto in percentuale e scivola dal 30,3 al 19,2%.  Il M5S recupera, dal 13,8 al 14, 9. Fratelli d’Italia guadagna mezzo punto e passa dall’11,8 al 12,3,. Forza Italia è al 5,8. Sinistra-Mdp-Articolo 1 e Italia Viva sono al 3.3%. Ma fra una settimana questi piccoli scostamenti potranno essere diversi. Usciranno dopo Pasqua gli italiani dalla quarantena?