Storia di un risarcimento prima concordato e poi rinegoziato al ribasso. Unipolsai offre una cifra considerevole per un deceduto in incidente, poi cambia idea e mette sul piatto una cifra inferiore. Infine scarica ogni responsabilità sul Tribunale. Gli altri soggetti coinvolti nel sinistro sono stati integralmente risarciti, ai familiari della vittima non è stato pagato nemmeno l’acconto previsto dal codice

La mitica “Mi manda Rai TRE” ha sollevato nel corso degli anni decine di casi legati al pessimo rapporto tra assicurazioni e assicurati. Saranno anche luoghi comuni, ma è indubbio che finché si tratta di incassare il premio sono sorrisi, se c’è da indennizzare qualcuno i cavilli e le eccezioni si moltiplicano e i tempi di chiusura della pratica si allungano oltre i limiti tollerabili. La pandemia in questi ultimi due anni ha costituito per molti un comodo alibi, Tribunali e burocrazie varie hanno lavorato a singhiozzo e gli utenti subiscono pesantissimi danni morali e materiali. Per un motociclista che urtato ha perso l’uso di un braccio ci sono voluti cinque anni per un decente risarcimento (ma nel frattempo tra ospedali e riabilitazione il suo lavoro è andato in fumo e non ha nemmeno vista riconosciuta l’evidente invalidità), c’è   Petrescu George Iulian, che ha perso la vita in un incidente stradale (era un trasportato: la famiglia è  in attesa da quasi due anni di un risarcimento piuttosto robusto per una pratica insolitamente semplice e lineare.

Abbiamo provato ad andare a fondo di questo caso.L’assicurazione in questione, la UnipolSai Assicurazioni S.p.A., ha prima intavolato una trattativa con un patrocinatore arrivando ad offrire un risarcimento pari ad € 450.000,00 oltre compensi legali, ma, successivamente, quando i danneggiati hanno cambiato avvocato (per dissidi con il precedente), ha fatto marcia indietro. Abbiamo chiesto spiegazioni e la compagnia assicurativa in questione ha scaricato ogni responsabilità sul Tribunale che ha voce in capitolo sulla vicenda: “Abbiamo ricevuto 2 citazioni in giudizio presentate al Tribunale di Bologna. A questo punto i tempi non dipendono più da noi ma dal Tribunale”, è il laconico commento.
Tutto qui?  Ricostruendo la vicenda e mettendo insieme diverse fonti interessate pare di capire che al nuovo procuratore la UnipolSai avesse comunicato che ogni trattativa era da considerarsi sospesa in attesa di chiarire chi fosse l’unico procuratore legittimato a rappresentare i danneggiati. Ma, ora, sempre pare che la compagnia assicurativa abbia in realtà dissipato tutti i dubbi circa l’effettiva legittimazione del nuovo procuratore dei danneggiato Abbiamo saputo che dopo  la nostra richiesta di chiarimenti il legale della UnipolSai ha contattato il legale dei danneggiati al fine di concordare il risarcimento. Fin qui tutto bene. Ci si aspettava tuttavia che venisse messo sul piatto quantomeno lo stesso importo già offerto al precedente procuratore. E invece….è stato offerto un importo di circa 100.000,00 € inferiore. Strano e insolito, ci dicono nell’ambiente. Verrebbe da pensare che il risarcimento dovuto ai danneggiati possa dipendere dalla simpatia o dalla antipatia che possa suscitare il patrocinatore che li rappresenti. Quindi c’è dell’altro? La situazione è ancora più strana se si considera che gli altri danneggiati coinvolti nel sinistro, trasportati a bordo della medesima autovettura, sono stati tutti già integralmente risarciti.  Mentre ai familiari della persona deceduta non è stato pagato neppure un acconto…come il Codice delle Assicurazioni private invece – abbiamo scoperrto – impone.  Insomma, una vicenda confusa e con molti punti interrrogativi che non fa onore alla UnipolSai e sulla quale non mancheremo di tornare non appena vi saranno aggiornamenti.

 

REPORTER