Roberto Saviano (nella foto) in tribunale per aver diffamato Giorgia Meloni

Prima udienza per l’imputato – appellativo previsto dal codice di procedura penale –  Roberto Saviano oggi a Roma per il reato di diffamazione contro l’onorevole dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. L’indagine era stata avviata dopo una querela presentata dalla stessa Meloni. Il procedimento era stato affidato al pm Pietro Pollidori del Tribunale di Roma che nel luglio scorso ha proceduto alla chiusura delle indagini contestando allo scrittore, presente oggi in aula, il reato di diffamazione. Il passaggio della trasmissione «incriminato» è quello in cui l’autore di Gomorra, parlando della morte di un bambino della Guinea durante una traversata nel Mediterraneo, affermò: «Vi sarà tornato alla mente tutto il ciarpame detto sulle Ong: “taxi del mare”, “crociere”… ma viene solo da dire bastardi. A Meloni, a Salvini, bastardi, come avete potuto? Come è stato possibile, tutto questo dolore descriverlo così? E’ legittimo avere un’opinione politica, ma non sull’emergenza».

«Saviano mi puntava il dito in faccia dicendo ‘non vi mollo, non vi mollo’. Non credo sia un comportamento consono a un’aula di tribunale e in tanti anni da avvocato non mi è mai capitato». Lo afferma l’onorevole Andrea Delmastro delle Vedove, legale di Giorgia Meloni, dopo il rinvio a giudizio di Roberto Saviano deciso dal gup di Roma. Lo scrittore andrà dunque a processo con l’accusa di diffamazione. «Il gup ha definito esorbitante, rispetto al diritto di critica politica, l’epiteto ‘bastarda – spiega- mentre Saviano in aula ha rivendicato le sue parole». Il processo è stato fissato per il prossimo anno: il 15 novembre 2022.