ROMA – Iniziati oggi gli incontri tra la Regione Lazio e i consigli provinciali. Obiettivo, per aprire il dialogo sulla bozza delle linee guida per la programmazione della rete scolastica regionale 2025/2026. L’iniziativa fortemente voluta dall’assessore al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca e al Merito della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni, è partita dalla Provincia di Viterbo, cui seguiranno le altre Province del Lazio. Erano presenti all’incontro il presidente, Alessandro Romoli, i sindaci del territorio, il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Daniele Sabatini, il consigliere regionale, Giulio Zelli, le parti sociali e tutti gli organi scolastici interessati.

«Abbiamo impostato la definizione di questo documento sul dialogo e sul confronto, rispettando le peculiarità di tutti e i territori e le esigenze delle singole comunità. Infatti, in questo modo, ribaltando la logica seguita sinora abbiamo scelto di riportare la discussione sui territori, all’insegna della responsabilità e della collaborazione istituzionale. Come Regione Lazio intendiamo tenere in considerazione le dinamiche sociali, il sistema dei collegamenti e dei trasporti. Tenendo conto anche della dotazione strutturale degli edifici, anche in relazione agli interventi di edilizia scolastica previsti e in fase di realizzazione, e le reali opportunità di inserimento dei giovani in un contesto lavorativo».

Lo ha dichiarato l’assessore al Lavoro, alla Scuola, alla Formazione, alla Ricerca e al Merito della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni.

Tra le novità di questo piano, infatti, c’è la volontà di decidere e razionalizzare l’offerta formativa delle scuole superiori. Il tutto all’insegna dell’omogeneità e con un’ottica di ricadute in termini occupazionali. Proprio per questo, nel corso del consiglio provinciale, Agnese D’Alessio, dirigente regionale dell’area per il diritto allo studio scolastico e universitario, ha illustrato la bozza di programmazione sotto il profilo tecnico.

Per l’anno scolastico 2025-2026 le misure di riorganizzazione della rete scolastica potranno prevedere l’accorpamento, la disaggregazione e il cambio di aggregazione delle Istituzioni scolastiche del I ciclo e del II ciclo (Direzioni didattiche, Istituti comprensivi, Scuole secondarie di primo grado, Scuole secondarie di secondo grado) presenti nel territorio regionale o di parti di esse (plessi, sezioni staccate o succursali). I Comuni, le Province e la Città Metropolitana di Roma Capitale, nell’individuare le istituzioni scolastiche su cui intervenire, dovranno tenere conto delle varie specificità territoriali e, in particolare, della necessità di salvaguardare i presidi scolastici presenti nei Comuni montani, nelle isole dell’arcipelago Pontino e nei territori particolarmente isolati o disagiati.

«La bozza sarà condivisa con tutte le Province, con le parti sociali e con tutti gli organi scolastici. La parola d’ordine è concentrazione. La finalità e la priorità sono quelle di aumentare e migliorare i servizi a sostegno dei giovani con scelte che devono essere misurate sulle esigenze effettive dei territori. Con un’ottica di sviluppo, di qualità ed efficienza dell’intero sistema formativo», ha concluso l’assessore della Regione Lazio, Giuseppe Schiboni.