Giovanni Toti, governatore della Liguria, ha presentato le sue dimissioni questa mattina. Sospeso dal ruolo e agli arresti domiciliari dal 7 maggio con l’accusa di corruzione, Toti ha depositato la sua lettera di dimissioni, scritta a mano, presso gli uffici di presidenza della Regione. La decisione era attesa, soprattutto dopo il teso consiglio regionale di ieri dedicato all’assestamento di bilancio.
La missiva è stata consegnata da Giacomo Giampedrone, assessore alla Protezione Civile e stretto collaboratore di Toti, che ha dichiarato di averlo visto recentemente sereno e convinto di aver lavorato nell’interesse della Liguria. Toti ha spiegato di essersi dimesso per permettere ai cittadini di esprimersi nuovamente alle urne, sottolineando l’importanza della partecipazione politica e il suo impegno durante momenti difficili come il crollo del Ponte Morandi e la pandemia di Covid.
La Protezione Civile e il Consiglio Regionale hanno già avviato le verifiche necessarie per la gestione dell’Ente. Le elezioni anticipate sono previste per fine ottobre, secondo quanto dichiarato dal presidente ad interim Alessandro Piana. Tuttavia, la data definitiva dipenderà anche dalle decisioni del governo, con la possibilità di un voto congiunto con Umbria ed Emilia Romagna.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. La Lega ha criticato l’uso di inchieste e arresti per sovvertire il voto popolare, mentre la Lista Toti ha espresso gratitudine. Il centrosinistra, da tempo favorevole alle dimissioni di Toti, ha accolto con soddisfazione la notizia, con Elly Schlein e Giuseppe Conte che hanno sottolineato l’impossibilità di governare dai domiciliari.
Matteo Renzi ha annunciato che Italia Viva si alleerà con il centrosinistra per le regionali in Liguria, senza presentare una propria candidatura, lasciando la leadership della coalizione a chi otterrà più voti. La Liguria si prepara ora ad affrontare una nuova campagna elettorale in un clima di incertezza politica e giudiziaria.










