Il Documento di Economia e Finanza, nella sua versione “light” concordata con Bruxelles per il corrente anno di transizione delle nuove regole del Patto di stabilità dell’UE, offre una fotografia parziale dell’andamento dei conti pubblici, non molto distante da quella di sei mesi fa. Questo documento, che rimanda gli obiettivi programmatici dopo l’estate, sottolinea il “pesante” impatto del Superbonus, mentre promette nuovi tagli di spesa.

Il Def, approvato dal Consiglio dei Ministri, contiene solo previsioni tendenziali per quest’anno, seguendo la legislazione vigente, e non un quadro programmatico. Tale approccio, adottato anche da altri paesi europei, ha ricevuto la difesa della maggioranza, mentre le opposizioni avvertono sulle possibili ripercussioni sui cittadini.

Le previsioni economiche sono in linea con quelle della scorsa fine settembre, con una leggera revisione al ribasso del PIL. Il deficit rimane al 4,3% quest’anno, ma si prevede una discesa al 3% nel 2026. Al contrario, il debito mostra una tendenza opposta, aumentando fino al 139,8% nel 2026.

Il ministro dell’Economia Giorgetti ha sottolineato che il debito è fortemente influenzato dagli effetti finanziari del Superbonus. Nonostante ciò, conferma la resilienza dell’economia italiana, evidenziando un mercato del lavoro in crescita e un’inflazione bassa.

Il peso del Superbonus preoccupa il governo, con Giorgetti che aspetta la decisione di Eurostat sulla sua classificazione e non esclude ulteriori interventi legislativi. Il Tesoro sta già pensando a nuovi tagli di spesa, ma la portata di tali risparmi sarà chiara solo dopo le istruzioni di Bruxelles sulla nuova governance dell’UE.

La prossima manovra fiscale, che sarà presentata entro il 20 settembre, dovrebbe confermare il taglio del cuneo fiscale. Tuttavia, si valuta anche la possibilità di vendere immobili pubblici per generare entrate aggiuntive.