L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è apparso in tribunale a Manhattan per l’ultima fase delle arringhe nel processo civile riguardante gli asset gonfiati, al quale è coinvolto insieme ai figli Donald Jr. ed Eric. Trump, in un monologo durante il procedimento, ha affermato di essere vittima di una “caccia alle streghe politica” e ha sostenuto di essere un uomo innocente perseguitato da chi vuole ostacolare il suo successo politico.

Il giudice, su richiesta degli avvocati, ha concesso a Trump la possibilità di parlare, a patto che rimanesse attento ai fatti. L’ex presidente ha difeso l’integrità dei suoi rendiconti finanziari, affermando che sono “perfetti” e ha sottolineato l’assenza di testimoni contro di lui. Ha anche accusato la situazione di essere una “frode” e ha dichiarato di meritare risarcimenti.

Il giudice, che in precedenza ha già stabilito l’esistenza di frode, deve ora determinare la quantità della sanzione. L’accusa ha richiesto 370 milioni di dollari di “guadagni illeciti”, superando i 250 milioni precedentemente ventilati. Inoltre, è stata avanzata la richiesta di vietare a Trump qualsiasi attività imprenditoriale nello stato di New York, una mossa che potrebbe influire pesantemente sul suo impero aziendale.

La sentenza non sarà emessa immediatamente, ma entro la fine del mese, secondo quanto riportato dai media statunitensi. L’eventuale sanzione e le restrizioni imposte a Trump potrebbero avere profonde implicazioni sul suo futuro politico e imprenditoriale, soprattutto in vista delle prossime primarie repubblicane.