Ieri, il presidente del Consiglio, Mario Draghi è giunto ad Algeri dove ha incontrato il presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune. “I nostri Governi hanno firmato una Dichiarazione d’Intenti sulla cooperazione bilaterale nel settore dell’energia. A questa si aggiunge l’accordo tra Eni e Sonatrach per aumentare le esportazioni di gas verso l’Italia”.Così ha detto Draghi, dopo la firma dell’accordo sull’energia con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ed ha aggiunto: “Subito dopo l’invasione dell’Ucraina, avevo annunciato che l’Italia si sarebbe mossa con rapidità per ridurre la dipendenza dal gas russo. Gli accordi di oggi sono una risposta significativa a questo obiettivo strategico, ne seguiranno altre. Il Governo vuole difendere i cittadini e le imprese dalle conseguenze del conflitto. Voglio ringraziare i Ministri Di Maio e Cingolani e l’ENI per il loro impegno su questo fronte”. Il premier ha poi annunciato che “Italia e Algeria vogliono rafforzare la cooperazione anche in altri settori. All’incontro di oggi (ieri,ndr.) seguirà il quarto Vertice Intergovernativo che si terrà qui ad Algeri il prossimo 18 e 19 luglio. Prima del Vertice Intergovernativo incontrerò, nuovamente, con il massimo piacere, il Presidente Tebboune, in occasione della sua visita di Stato in Italia a fine maggio”. Inoltre, Draghi ha evidenziato come l’Italia è pronta a lavorare con l’Algeria per sviluppare energie rinnovabili e idrogeno verde. “Vogliamo accelerare la transizione energetica e creare opportunità di sviluppo e occupazione” – ha evidenziato. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, interpellato ad Algeri sull’intesa sull’aumento delle forniture di gas algerino,  ha precisato: “L’accordo non termina nel 2024 ma il flusso sarà costante o su una rampa che andrà a crescere: da Algeri avremo circa 3 miliardi di metri cubi in più di gas subito, altri 6 nel 2023 per arrivare a 9 miliardi, circa 3 miliardi di gas e 3 di Gnl”.