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Un velivolo da ricognizione italiano Gulfstream G550-Caew della task force 32nd Wing – Baltic Eagle III è intervenuto in Polonia dopo la violazione dello spazio aereo da parte di una ventina di droni russi. L’aereo, decollato dalla base estone di Amari, ha fornito supporto radar e di sorveglianza, mentre caccia polacchi e olandesi si sono occupati delle operazioni di intercettazione.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito l’episodio “la più grave violazione dello spazio aereo europeo dall’inizio della guerra”, parlando di un “attacco deliberato” con l’obiettivo di “provocare e testare” la reazione della Nato. “Mosca – ha aggiunto – non ha alcun interesse a una tregua, sta alimentando l’escalation”.

La premier Giorgia Meloni ha espresso “piena solidarietà alla Polonia” per “la grave e inaccettabile violazione” dello spazio aereo Nato, ribadendo l’impegno dell’Italia a garantire la sicurezza europea.

L’aereo da ricognizione ha svolto la missione di “situational awareness”, grazie al radar a scansione elettronica capace di monitorare l’area operativa a 360 gradi. Il G550 ha operato con il transponder spento per non essere tracciato, riapparendo sui radar solo al rientro in Estonia.

Crosetto ha ricordato che l’impiego del velivolo è stato deciso dalla Nato e non autonomamente da Roma, sottolineando che l’Italia partecipa con vari contingenti sul fianco orientale dell’Alleanza: oltre al G550, sono schierati quattro caccia F-35 e batterie missilistiche Samp/T.

Secondo il ministro, la violazione riguarda “non solo la Polonia, ma tutta l’Alleanza Atlantica”. Da qui l’appello a una solidarietà totale tra i membri e alla determinazione a reagire qualora fosse necessario.