Francesco Nuti, uno dei grandi protagonisti della commedia italiana, è scomparso ieri all’età di 68 anni. Nuti è stato un attore, regista e autore di grande talento, capace di creare storie e personaggi unici che hanno affascinato il pubblico. La sua carriera è stata segnata da alti e bassi, ma è indiscutibile il suo contributo al cinema italiano.

Nuti è stato descritto come il “folle” shakespeariano, un personaggio non tracotante ma simile ad Ariel nella “Tempesta”, capace di vedere oltre l’apparenza e condurre gli spettatori nel territorio del sogno. Ha portato sullo schermo una “toscanità” ruspante che si è sposata perfettamente con la commedia italiana dell’epoca.

I primi successi di Nuti arrivano negli anni ’80, in collaborazione con Maurizio Ponzi alla regia. Film come “Madonna, che silenzio c’è stasera” (1982) e “Io, Chiara e lo Scuro” (1983) hanno riscosso grande successo, permettendo a Nuti di coniugare con leggerezza e inventiva tutte le sue doti di attore e regista.

Tuttavia, dopo la metà degli anni ’80, il talento di Nuti sembra disperdersi lentamente. Cerca di diversificare se stesso con ruoli e registi diversi, ma il successo diventa sempre più altalenante. Nonostante ciò, Nuti ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema italiano, con film come “Caruso Pascoski di padre polacco” (1988) e “Il signor Quindicipalle” (1998).

Purtroppo, la vita di Nuti è stata segnata da problemi personali, tra cui la lotta contro la depressione e l’alcolismo. Nel 2006 ha subito un grave incidente domestico che lo ha portato in un lungo percorso di riabilitazione. Nonostante gli sforzi per riprendersi, la sua carriera artistica è stata compromessa.

Francesco Nuti ha lasciato un’eredità di 10 film come regista e 15 come attore, insieme a premi e riconoscimenti. La sua parabola artistica e personale è stata simile a quella di un altro talento sfortunato come Rino Gaetano, con cui condivideva una radice calabrese e una personalità unica.

La morte di Nuti è stata un duro colpo per il mondo dello spettacolo italiano. Amici e colleghi lo ricordano come un punto di riferimento e un grande talento della commedia.