Lo scrittore statunitense Paul Auster, noto per opere quali la celebre ‘Trilogia di New York’, è deceduto all’età di 77 anni a causa di complicazioni legate al cancro ai polmoni. Auster, considerato un’icona del postmodernismo letterario, ha lasciato un’impronta indelebile non solo come romanziere, ma anche come saggista, poeta, sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico.

Nato a Newark, New Jersey, nel 1947, Auster ha iniziato la sua vita da scrittore all’età di otto anni, portando sempre con sé una matita dopo aver perso l’occasione di ottenere un autografo dal suo eroe del baseball, Willie Mays. Dopo gli studi alla Columbia University, Auster si trasferì a Parigi nei primi anni ’70, dove visse con la sua fidanzata, la scrittrice Lydia Davis, e lavorò in vari settori, tra cui la traduzione. Il suo primo memoir, ‘L’invenzione della solitudine’, pubblicato nel 1982, racconta il dolore della perdita del padre nel 1979.

La svolta nella carriera di Auster è arrivata nel 1985 con la pubblicazione di ‘Città di vetro’, il primo romanzo della sua acclamata ‘Trilogia di New York’, dove il genere del giallo si mescola con questioni esistenziali. Il successo di Auster si è esteso anche al cinema, dove ha ottenuto riconoscimenti come regista e sceneggiatore per film come ‘Smoke’ e ‘Blue in the Face’. Il suo ultimo romanzo, ‘Baumgartner’, è stato pubblicato in Italia nel 2023 dalla casa editrice Einaudi.

La morte di Paul Auster rappresenta una perdita significativa per il panorama letterario mondiale, lasciando un’eredità duratura attraverso le sue opere che hanno affascinato e ispirato generazioni di lettori e cineasti.