Il cielo ha mantenuto le promesse regalando uno degli spettacoli astronomici più attesi dell’anno: la prima eclissi totale di Sole visibile dall’Europa dopo 27 anni. Migliaia di persone si sono radunate nelle zone interessate dal fenomeno, mentre milioni di appassionati hanno seguito l’evento attraverso le dirette web della Nasa, dell’Agenzia Spaziale Europea e di numerosi osservatori, tra cui in Italia l’Istituto Nazionale di Astrofisica e il Virtual Telescope.
La Luna ha iniziato progressivamente a coprire il disco solare in orari differenti a seconda delle località. La completa oscurità si è verificata soltanto lungo la cosiddetta fascia della totalità, che ha interessato alcune zone della Russia artica, la Groenlandia, l’Islanda e la Spagna.
In queste aree il disco del Sole è stato interamente nascosto dalla Luna, lasciando visibile soltanto la corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera della nostra stella. Un fenomeno di grande fascino ma anche di notevole interesse scientifico, perché lo studio della corona permette di comprendere meglio i meccanismi alla base delle tempeste geomagnetiche e delle aurore polari.
Numerosi ricercatori, compresi gruppi italiani dell’Inaf, del Cnr e delle università, hanno raggiunto le zone della totalità per condurre osservazioni ed esperimenti possibili soltanto durante un’eclissi completa.
La fase di oscuramento totale è durata generalmente meno di due minuti, raggiungendo in Islanda poco più di due minuti. Grande partecipazione anche in Spagna, dove in diverse località il Sole è stato quasi completamente coperto.
In Italia l’eclissi è stata invece soltanto parziale e si è verificata proprio nelle ore del tramonto. Le regioni settentrionali e soprattutto la Liguria hanno goduto delle condizioni migliori: qui la copertura del disco solare ha raggiunto quasi il 95%. Procedendo verso Sud, invece, il fenomeno è risultato progressivamente meno evidente.
L’evento ha assunto un significato particolare anche perché l’ultima eclissi totale di Sole visibile dall’Europa risaliva all’11 agosto 1999, rimasta nella memoria come l’ultima grande eclissi europea del Novecento.
Archiviato lo spettacolo del Sole, però, il cielo di agosto continua a offrire emozioni. L’attenzione si sposta infatti sulle Perseidi, le celebri “stelle cadenti” estive, il cui periodo di maggiore attività coincide proprio con questi giorni.
Le condizioni si annunciano particolarmente favorevoli grazie alla scarsa luminosità lunare: lontano dalle luci delle città e con un cielo sereno sarà possibile osservare anche le meteore meno luminose.
Il prossimo grande appuntamento con un’eclissi totale di Sole è fissato per il 2 agosto 2027, un evento già particolarmente atteso dagli astronomi per la sua eccezionale durata. Anche in quella occasione, tuttavia, dall’Italia il fenomeno sarà osservabile soltanto in forma parziale.
Intanto, dopo il Sole oscurato dalla Luna al tramonto, lo spettacolo continua: questa volta basterà rivolgere lo sguardo al cielo notturno e attendere il passaggio luminoso delle Perseidi.










