l “Spero che la riforma costituzionale sul presidenzialismo si farà” – afferma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi a Radio Capital. E, se la riforma passasse, evoca le dimissioni di Sergio Mattarella senza però  escludere che lo stesso potrebbe risalire al Colle, se fosse il più votato dai cittadini.

Ma questo ha fatto esplodere la miccia, dividendo aspramente gli schieramenti con il centrosinistra che lancia l’allarme per la Costituzione in pericolo,  mentre gli alleati di Berlusconi restano in imbarazzo. Il presidenzialismo, comunque non è una novità nel centrodestra, né per FI, né per Giorgia Meloni. Prudentemente il senatore di FdI, Ignazio La Russa ha commentato: “Non voglio polemizzare con Berlusconi, ma credo che sia prematuro discutere oggi del tema di Mattarella”.
“Il nostro presidente della Repubblica ha un mandato di sette anni – ha ricordato il presidente della Camera, Roberto Fico – Qualcuno se ne dovrebbe fare una ragione e non trascinare le istituzioni nella campagna elettorale”. Fino al crescendo dell’Anpi: “L’accoppiata presidenzialismo-autonomia differenziata, frutto dell’accordo Meloni-Salvini-Berlusconi, scardina la Costituzione” – ha denunciato Gianfranco Pagliarulo dell’Anpi, profetizzando la “rottura dell’unità nazionale”. Il leader del Pd, Enrico Letta ha affermato: “Dimostra che la destra è pericolosa per il paese. Questa è una destra che vuole sfasciare il sistema perché, dopo aver fatto cadere il governo Draghi, è un preavviso di sfratto” ed interpreta le parole di Berlusconi come “un’evidente autocandidatura” al Quirinale. Il leader di Forza Italia nega assolutamente e  precisa: “Non ho mai attaccato il presidente Mattarella, né mai ne ho chiesto le dimissioni. Ho solo detto una cosa ovvia e scontata, e cioè che, una volta approvata la riforma costituzionale sul presidenzialismo, prima di procedere all’elezione diretta del nuovo capo dello Stato, sarebbero necessarie le dimissioni di Mattarella”. Ma anche Luigi Di Maio tuona: “Adesso capiamo che vuole fare il presidenzialismo per buttare giù Mattarella. Non c’è niente di moderato in questo. Sta venendo fuori la maschera del centrodestra, a loro non sta bene nemmeno avere il garante della Costituzione”. E per il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, la riforma proposta dal centrodestra “prefigura un semplice un accordo spartitorio: Giorgia Meloni premier, Matteo Salvini vicepremier e ministro dell’interno”. Ed aggiunge: “Non permetteremo che le istituzioni siano piegate alle fameliche logiche spartitorie delle forze di destra”. In un tweet Carlo Calenda di Azione scrive: “Non credo che Berlusconi sia più in sé”. E rivolgendosi a Berlusconi dice: “Non è Mattarella a doversi dimettere, ma tu a non dover essere eletto”.