di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Questa mattina, alle ore 12, in piazza del Gesù Luisa Ciambella, candidato sindaco “Per il Bene comune” e “Viterbo la splendida” ha presentato la sua squadra. “Da due mesi lavoriamo pancia a terra distante da ogni forma di polemica solo ed esclusivamente per la città . Non abbiamo scelto questo luogo solo perché è uno degli scorci più belli della città ma
perchè qui si è fatta al storia. Già dal 1200 qui risiedeva la sede  della istituzione civica, dove risiedevano i priori, queste lastre a terra hanno trasudato la stoia. Questo è il posto  dove il popolo viterbese ha preso le decisioni più strategiche per la vita cittadina e dove ci sono stati i più cruenti conflitti, le famose contese di una città che si è dimostrata e si dimostra molto divisa: guelfi e
ghibellini. Da qui i viterbesi hanno lanciato il loro grido e la loro voglia di ribellarsi a qualsiasi forma di  tirannia. Nel 1200 fu contro Federico Barbarossa,  oggi siamo qui per combattere contro un’altra forma di tirannia che passa dal presupposto che ogni persona abbia un prezzo e che la cosa pubblica deve essere occupata, una tirannia che ci ha quasi convinto tutti che siamo destinatari non di diritti e doveri ma di concessioni. Tutto questo a noi non appartiene. Abbiamo fatto una riflessione profonda e deciso di metterci al servizio della città guidati solo dalla nostra competenza. La tirannia prevede che con i populismi dilaganti la competenza sia un optional, per noi è invece tutto. E’ necessario ribellarsi a questa forma di tirannia e riunire la città, condividere i valori sani che troppo spesso questa politica, questa amministrazione ha abbandonato. C’è il fatto di avere il senso della realtà, fare la differenza nella nostra vita e nel lavoro. Tutte queste persone che vedete lavorano, potrebbe sembrare anti costituzionale, ma il
comune di Viterbo come tante istituzioni sono diventate il più grande ammortizzatore sociale, trovare posto non nell’interesse del bene comune, ma nell’interesse particolare. L’altro problema che abbiamo constatato in tutte le compagini politiche, nelle ammucchiate politiche che vedete, è non prescindere più l’interesse pubblico e privato. La sfera privata e quella pubblica devono essere diverse. Per il bene comune ha scelto questo nome proprio perché è ciò che è stato rimosso dalla politica di questa città”. Ciambella ha quindi detto che nel suo team ci sono tanti professionisti e come queste persone si siano esposte, pur avendo anche ideologie politiche diverse e questo per lei è stato anche un vanto. “Sono persone oggettivamente riconosciute nella loro vita. La nostra è una rivoluzione culturale e ci piacerebbe che tutti quelli che ci sono si contornassero di altre persone per portare avanti questo nostro progetto per cambiare la città, che vuole arrivare ad una ripacificazione di questa città. Non possiamo permetterci un altro
giro di giostra. Altra parola abolita da questa amministrazione  è la responsabilità. Noi saremo folli, ma vogliamo essere responsabili”. Luisa Ciambella ha, quindi, presentato le due liste “Per il bene Comune” e “Viterbo la splendida”, rimandando ad un altro incontro la spiegazione dell’esistenza di questa seconda lista, che ha una ragione storica. Ha quindi detto. “Questa è la squadra che parte oggi, ma spero che altre persone si possano aggregare”. Ha, quindi, elencato i nomi:  Angeli Fabio, commercialista di Grotte Santo Stefano e imprenditore agricolo,  Emanuele Baldini, impiegato, Batinelli Maria Giuseppina, impiegata agricola, Boni Ilaria, insegnante di Scienze motorie, Bucca Federica, impiegata di banca, Burani Maurizio, pensionato ex ferroviere dello Stato,  Busti Anna Maria, insegnante, Moreno Busti, medico, Calcagnini Stefano, avvocato, Casella Andrea, medico, Riccardo Catini, avvocato, Chiavari Roberto, imprenditore, Ciarlariello Pasquale, imprenditore ottico, Colagrossi Pierangelo, militare in pensione,  Cusi Francesco, ispettore alimentare Asl di Viterbo, Matilde De Pellegrin,
tecnico radiologo, Delle Monache Elisa, imprenditrice,  Dervishi Flutura, imprenditrice, De Vita Franco, funzionario presso angenzia delle entrate, Esposito Vito, militare aeronautica, Falesiedi Stefana, insegnante, Formica Sebastian, sottufficiale Esercito, Elisabetta Gatti, impiegata, Giuseppe Giulianelli, medico, Granato Fabrizio, pensionato, Grassi Giuseppe, Iannaccone Giuseppe, funzionario Poste Italiane, Innocenzi Stefano, medico di emergenza sanitaria,  Leo Patrizia, insegnante sostegno,  Leontiadis Arianna, medico oculista, Lucci Eden, impiegata ragioniera, Lupidi Alessandro, commercialista, Mariani Oscar, ufficiale Esercito, Mariotti Elisabetta, docente, Mariotti Tiziana, professoressa Inglese all’Orioli, Mattioli Francesco, professore universitario,  Melis Paola, avvocato,  Mezaache Abdelfetah, mediatore culturale, Palumbo Chiara Gabriella, attrice e registra, Perriccioli Luca, insegnante, Petroselli Francesca Romana, impreditrice, Picillo Carla, mamma e rappresentante di classe, Pistoni Basili Luciani Gennaro, docente dell’Università della Tuscia,  Proietti Zolla Benedetta, studentessa universitaria, Raimondo Ercole, pensionato, Rastrelli Patrizia, insegnante di sostegno, Risca Marisa, pensionata, Salimbeni Antonella imprenditrice, Scipinotti Maurizio, pensionato ex dipendente Atac, Christian Scorsi, bancario, Serafini Francesco, bancario, Sganappa Andrea, imprenditore,  Stefanoni Cristina, Stefanoni Maurizio, dipendente Poste italiane, Stella Giuseppa detta Giuseppina,  psicologa, psicoterapeuta,  Testoni Michele, operaio,  Topi Stefania, operatrice socio-sanitaria,  Trasarti Andrea, avvocato, Valleriani Elisa,  store manager,  Violetti Enzo, infermiere pensionato, Asd femminile,  Viventi Elena, impiegata, Zigo Rosa,  impiegata Poste italiane.

Ciambella ha ribadito, infine, che non si tratta di un progetto chiuso che si presenta alla città ed ha aggiunto: “Le ammucchiate, gli accordi hanno come unica certezza il fallimento. Siamo a disposizione di tutti, c’è bisogno di tanta trasparenza, di lavorare per ricostruire la città,  torni il sole!”.

A  nome di tutti ha parlato la più giovane,  la ventenne Giusy Batinelli che ha detto: “Ho 20 anni e lavoro nell’azienda agricola di famiglia. la polizia non puà essere utilizzata per scalino sociale, ma oggetto di uguaglianza. Viterbo è di chi la vive, non del del Comune. Bisogna dare una vita a questa città, batterci per quello che ci spetta”.