Di Giulio Terzi

Di brutta figura in brutta figura, di peggio in peggio, siamo alle comiche finali. Dimissioni in serie, ora scende in campo il vecchio e glorioso Gino Strada con la sua Emergency. Ma la Calabria non è l’Afghanistan. Stupiva la decisione di nominare l’ex rettore della Sapienza Eugenio Gaudio a super-commissario per la sanità calabrese. Pensare che potesse rimettere in riga quel sistema degradato era un pio desiderio.. Gaudio si è fatto da parte da solo perché si è scoperto che è uno dei tanti indagati italiani (ufficialmente la moglie ha puntato i piedi, io a Catanzaro non ci vado..). Ma non si sapeva anche prima? Incredibile. E viene da chiedersi quale criterio adotti il governo in queste circostanze, e perché dal cilindro escano solo personaggi modesti o inadeguati. I generali Dalla Chiesa nascono di rado, la Calabria è terra complicata, che costringe i “giusti” a girare sotto scorta, servono coraggio,  carisma, intelligenza tattica. Non basta certo il caffè preso con i notabili locali.  Strada troverà in Calabria un altro tipo di muyahidin .
Possibile che l’Italia non sappia esprimere uomini di mediocre livello? Questa approssimazione, questo pressapochismo fa tremare i polsi. Perché c’è da supporre che le stesse persone, con gli stessi metri di giudizio facciano per gli italiani scelte delicate, di importanza cruciale in temi politici, economici, di salute pubblica:  qualcuno per questo perde la poltrona? Certo che no, non si dimette nessuno. Si perde solo la faccia, ma questa è storia antica.
Ma torniamo al balletto dei commissari. Ne abbiamo bruciati tre. E adesso che si fa? Cosa ci riserva il cilindro di Palazzo Chigi? Per arrivare a questo punto tanto valeva dare l’incarico al solito Arcuri, che di incarichi ne ha già tre o quattro, con risultati per lo più imbarazzanti. Se questo è il metro di giudizio da adottare, dopo aver toppato su mascherine, banchi a rotelle e letti di terapia intensiva, ci poteva stare anche una puntatina in Calabria.