La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha reso operativa la sentenza della Corte Costituzionale sul fine vita con una delibera e linee guida per le Asl. Ciò significa che ora è possibile richiedere il suicidio medicalmente assistito secondo una procedura che rispetta i criteri stabiliti dalla corte suprema, con il coinvolgimento di comitati etici e commissioni.

L’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, ha confermato che questo diritto, sancito dalla Corte Costituzionale, è ora esigibile in Emilia-Romagna. Tuttavia, ha chiarito che il dibattito politico e l’esame delle proposte di legge avverranno nelle modalità e nei tempi stabiliti dall’assemblea legislativa regionale.

La discussione sulla legge di iniziativa popolare sul fine vita è stata anticipata a Bologna, dove martedì è previsto il confronto in assemblea legislativa. Alcuni osservatori temono che, come già accaduto in Veneto, la maggioranza potrebbe non avere i numeri per un voto positivo. Tuttavia, il voto non influenzerebbe la validità della delibera.

Forza Italia, attraverso la consigliera regionale Valentina Castaldini, ha annunciato una battaglia contro la delibera, definendola un “colpo di mano della giunta”. Si lamenta la mancanza di una discussione rigorosa in aula per ascoltare le opinioni a favore e contro.

Anche l’associazione Luca Coscioni ha preso posizione, sottolineando che la delibera rappresenta un passo avanti ma non dovrebbe essere usata per evitare la discussione sulla loro proposta di legge sul suicidio assistito. La legge proposta, sottoscritta da migliaia di persone, deve essere discussa e votata per garantire regole certe per il rispetto di un diritto già sancito.