“L’obiettivo era fermare le esternalizzazioni e far riconoscere la professionalità interna dei nostri lavoratori, e ci siamo riusciti. Ora con Enel, si apre un nuovo corso, un nuovo dialogo, una nuova condivisione, una nuova partecipazione. Noi abbiamo fatto il nostro dovere, ci aspettiamo che l’azienda confermi quanto sottoscritto. La “nuova Enel” dipende da tutti: sindacato, vertici aziendali, lavoratori. I sindacati del comparto elettrico hanno dimostrato di non essere più i difensori del passato, ma costruttori del futuro, protagonisti del cambiamento, con un ruolo centrale nella transizione energetica italiana”.
Questo ha dichiarato Salvatore Mancuso, segretario generale della Flaei-Cisl che, insieme a Cgil-Filctem e Uiltec, aveva indetto uno sciopero nazionale per il prossimo 17 dicembre, revocato a seguito dell’accordo, sancito da un protocollo d’intenti con Enel-Mondo, l’11 dicembre.
“I risultati ottenuti dal sindacato sono evidenti – ha continuato Mancuso – noi non abbiamo ceduto di un millimetro. In relazione al piano industriale 2021-2023, l’azienda non procederà più sulla esternalizzazione delle manovre e sulle reperibilità di zona; ha confermato investimenti per il prossimo triennio di ben 14 miliardi di euro, fondamentali per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per la digitalizzazione della rete. E poi le nuove assunzioni: al momento fissate nella cifra di 900 unità. Segno che il precedente sciopero del 19 novembre, col 90% di partecipazione dei lavoratori operativi, è stato fecondo. L’epilogo della vertenza ci soddisfa, ha prevalso la responsabilità verso il Paese sugli interessi di parte”.