RAVANUSA – Un’esplosione ieri sera, intorno alle 20,30, a Ravanusa, ha portato al crollo di quattro palazzine e di tre completamente sventrate con la morte di tre persone. Sei i dispersi. Due donne sono sopravvissute. I vigili del fuoco scavano da ore con le mani evitando di usare mezzi meccanici nella speranza che qualcun altro sia ancora vivo.

La deflagrazione è stata fortissima ed ha riguardato un’area di 10mila metri quadrati. “‘Sicuramente c’è stata una fuoriuscita di gas che ha creato una sorta di sacca di metano espansa. – ha spiegato Salvatore Cocina, direttore della protezione Civile regionale – La forza dell’esplosione, forse innescata dall’avvio di un ascensore, potrebbe essere stata potenziata da una stufetta a gas, ma è ancora troppo presto per dirlo”. A innescare l’esplosione potrebbe essere stata anche l’attivazione dell’ascensore – ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino – Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi – ha aggiunto – certo è che una esplosione così è un evento eccezionale”. Tra le cause della rottura del tubo potrebbe esserci il maltempo o uno smottamento del terreno. Sono circa cinquanta le persone che non possono rientrare in casa a causa dei dei danni provocati dall’esplosione del metanodotto a Ravanusa (Agrigento) ieri sera. Lo dice la protezione civile regionale aggiungendo che il Comune ha preparato luoghi temporanei per l’ospitalità, ma in larga parte gli sfollati hanno trovato accoglienza presso parenti e amici. La Protezione Civile invierà personale per supporto psicologico. A Ravanusa la notte scorsa è stato costituito il Centro coordinamento soccorsi.

Nella palazzina di quattro piani distrutta dall’esplosione si trovavano 9 componenti dello stesso nucleo familiare: uno è stato trovato morto, due si sono salvati, ovvero un’anziana di 80 anni, portata all’ospedale di Licata con gravi fratture, e, secondo i primi accertamenti, la cognata, che i soccorritori sono riusciti a rintracciare dallo squillo del cellulare e che è stata trasportata ad Agrigento. Ancora dispersi gli altri familiari tra quali una giovane infermiera giunta al termine della gravidanza e il marito.