L’esplosione della centrale idroelettrica di Suviana pare sia venuta durante un momento cruciale della manutenzione straordinaria, sollevando interrogativi sulla sicurezza degli impianti energetici. Mentre la turbina veniva preparata per il collaudo, un’esplosione ha interrotto le operazioni, attirando l’attenzione degli esperti sulle procedure di manutenzione come possibile causa dell’incidente.

Aldo Fiori, esperto di costruzioni idrauliche presso l’Università Roma Tre, esclude problemi strutturali, indicando che l’incidente potrebbe essere correlato alla manutenzione della turbina, evidenziato anche dall’insolito aumento del livello dell’acqua.

Daniele Carnevale, specialista in ingegneria dell’automazione a Tor Vergata, propone un’altra teoria: l’esplosione potrebbe essere stata innescata da una miscela di gas esplosiva, formata dall’evaporazione degli olii minerali usati nei trasformatori elettrici o dai lubrificanti delle turbine. Un simile incidente, ha evidenziato l’esperto, era avvenuto già il 17 agosto 2009 alla centrale di Sayano-Shushenskaya, la più grande centrale idroelettrica della Federazione Russa, provocata dall’esplosione di un trasformatore, ma la combustione, sempre secondo Carnevale, potrebbe riguardare anche le turbine: la miscela di gas potrebbe essere stata indotta dagli olii lubrificanti dei cuscinetti nelle turbine sversati sulle parti calde dei macchinari.

La tragedia della centrale elettrica di Suviana evoca ricordi del naufragio della Costa Concordia, con i soccorritori immersi in un silenzio opprimente, al buio, mentre l’acqua li circonda. I vigili del fuoco, alla ricerca di quattro operai dispersi dopo l’esplosione, affrontano condizioni estreme simili a quelle vissute 12 anni fa. Francesco Boaria, caporeparto dei sommozzatori di Vicenza, confronta l’esperienza attuale con quella della Concordia, sottolineando la tensione emotiva e la difficoltà tecniche di tali operazioni. La centrale, con i suoi dieci piani sotterranei, presenta sfide uniche: cinque piani sono sommersi, con il piano -9 completamente invaso da macerie e acqua. La visibilità è nulla e l’acqua, contaminata da olio, continua a salire, rendendo le operazioni di soccorso particolarmente rischiose.