L’Europa guarda con fiducia alla ratifica italiana della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) nella prossima settimana, secondo le indicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti. Pierre Gramegna, direttore generale del Mes, annuncia un’attesa positiva per una decisione favorevole dall’Italia su questo tema politicamente delicato.

La svolta è attesa anche a Bruxelles sulla riforma del Patto di stabilità. Dopo mesi di negoziato, la revisione della governance economica è giunta al confronto finale in una cena Ecofin con durata aperta. La vicepremier spagnola, Nadia Calvino, presiede l’Ue e dichiara l’obiettivo di raggiungere un accordo politico in questa riunione, anche se il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, concede solo un “51%” di possibilità di successo.

Le differenze tra gli Stati membri sulle regole fiscali persistono, ma l’ottimismo prevale. Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, esprime fiducia nella possibilità di superare le divergenze se gli Stati membri affrontano il processo in modo costruttivo.

La riforma prevede piani di spesa degli Stati a 4-7 anni, con traiettorie tecniche per il rientro del debito e del deficit. Tuttavia, l’aggiustamento strutturale annuo potrebbe subire variazioni, con la proposta della Francia di introdurre una flessibilità di 0,2 punti all’anno per incentivare gli investimenti e le riforme strutturali.

Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, afferma che c’è un “accordo al 90%” con la Germania sul Patto, ma avverte che regole che impediscono gli investimenti porteranno a mancanza di innovazione, produttività e crescita in Europa.

Il Parlamento europeo sembra procedere verso un accordo sulla riforma, con la votazione in Commissione prevista per l’11 dicembre e in Plenaria il 17 gennaio. Tuttavia, non sono previste salvaguardie sul deficit, e si discute di un arco temporale di 14-17 anni per il calo del debito. L’esito della notte di negoziati a Bruxelles determinerà se l’Europa vedrà una svolta significativa nella sua governance economica.